Perugia, donna incinta salvata da un’aneurisma: “Tornerò con il bimbo”

Una 28enne folignate ringrazia i medici che hanno salvato lei e il piccolo: "Lo chiamerò Lorenzo in onore di uno dei patroni della città"

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L'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

PERUGIA – La storia di Cristina, 28 anni, parrucchiera a Foligno, un lieto fine già lo ha. Sottoposta ad un intervento operatorio per un aneurisma è tornata a casa dopo oltre un mese di ricovero in ospedale. Ora potrà guardare al futuro con una serenità più grande, in attesa di coronare il sogno della sua vita, quello di diventare mamma nel prossimo mese di agosto. È la stessa protagonista a raccontare il dramma vissuto le scorse settimane: “Alla tredicesima settimana di gravidanza sono stata ricoverata a Foligno per un violento mal
di testa; una Angio-Rm aveva rivelato la presenza di un aneurisma cerebrale ad elevato rischio di rottura. I medici decisero così il mio trasferimento a Perugia perché, come mi spiegarono, in caso di una possibile emorragia cerebrale si potesse intervenire con urgenza”.

Il ricovero e l’intervento Ricoverata presso la struttura complessa di Ostetricia del S.Maria della Misericordia i sanitari presero in esame sia la possibilità di ricoverare la donna fino al momento del parto oppure di metterla in sicurezza intervenendo per la rimozione dell’aneurisma. Il caso è assolutamente infrequente; le statistiche, come sostengono gli esperti, riferiscono di un caso ogni mille gravidanze. Dopo le possibili opzioni si è deciso per il trattamento dell’aneurisma considerato che il rischio di rottura e conseguente emorragia cerebrale, potenzialmente fatale, era troppo elevato. Rischio fetale che viene considerato accettabile e viene deciso di procedere alla 17/a settimana. L’intervento è stato eseguito il 7 marzo ed è durato tre ore: “Prima di lasciare l’ospedale ho abbracciato tutti – dice Cristina dalla sua abitazione di Foligno – fin dal primo momento ho avvertito una vicinanza incredibile di tutto il personale medico, infermieristico e ostetrico. Un grande aiuto è arrivato anche da familiari ed amici. Un esercito di persone che mi hanno trasmesso una carica incredibile”.

Lorenzo come il patrono “Durante il ricovero mi è stato anche suggerito il nome da dare al mio bambino. Ho accolto con entusiasmo quella proposta: lo chiamerò Lorenzo, un nome che mi è tanto caro, che so anche essere uno dei santi patroni di Perugia. Per me il campanilismo non è mai esistito, ho sempre pensato che soprattutto in questa epoca in cui siamo tutti cittadini del mondo”. Cristina ha iniziato il conto alla rovescia e fa una promessa: “I medici di Perugia hanno salvato la vita a me e a mio figlio, non appena mi sarà possibile tornerò a ringraziarli con Lorenzo in braccio. Ho voluto rendere pubblica la mia storia per trasmettere un messaggio di speranza alle future mamme: la scienza ci aiuta ad aver fiducia per la nostra salute e quella dei nostri figli”.