Perugia, consigliere leghista su Facebook: “Sono razzista e me ne vanto”

Mentre Palazzo dei Priori approva la mozione per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, scoppia la polemica per il post di Bonifazi. Il segretario regionale Caparvi minimizza: "Solo una leggerezza, sarà redarguito"

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Una seduta del consiglio comunale di Perugia

PERUGIA – Polemica per un post su Facebook del consigliere comunale della Lega a Perugia Davide Bonifazi che ha scritto “Sono razzista. Sì sono razzista e me ne vanto”, su uno sfondo tricolore, sormontato da un crocifisso. “Sono razzista perché amo l’Italia. Amo gli italiani dalle Alpe alla Sicilia”, le parole dell’esponente del carroccio. Che ha concluso il lungo post, poi rimosso, sottolineando “Ebbene datemi pure del razzista. Felicemente orgoglioso di esserlo”. Parole dalle quali ha preso le distanze il segretario regionale della Lega, l’on. Virginio Caparvi che ha parlato di “una leggerezza”, sottolineando comunque di condannare “in toto” il contenuto “perché completamente fuori dalle linee del partito”.

Il post di Bonifazi, poi rimosso

Nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale aperto da un minuto di silenzio in ricordo di Piero Terracina, la capogruppo Pd Sarah Bistocchi ha proposto una mozione di sfiducia nei confronti del consigliere della Lega. “Chiedo al consigliere Bonifazi – ha detto – di lasciare l’aula perché è paradossale che si ricordi Piero Terracina e si discuta della cittadinanza a Liliana Segre (mozione poi approvata con 22 voti a favore e 4 contrari ndr), con persone che considerano il razzismo un valore”. “Siamo di fronte – ha quindi affermato l’on. Caparvi – a una leggerezza che non descrive la persona del consigliere Bonifazi da anni impegnato nel volontariato e nel sociale. Sicuramente non ha ben soppesato il post che ha condiviso e il cui contenuto ovviamente condanniamo in toto perché completamente fuori dalle linee del partito. Non ci riconosciamo in nessun sentimento nostalgico, né in nessun sentimento razzista. Il consigliere verrà redarguito – ha concluso Caparvi -, ma conoscendolo sappiamo che si è trattato solo di scarsa attenzione a un post condiviso sbadatamente su Facebook”.