Perugia, il cardinale Bassetti: “La disoccupazione giovanile è un’emergenza nazionale”

Il cardinale Gualtiero Bassetti su Il Settimanale de «L’Osservatore Romano»: "Occuparsi del lavoro non significa essere marxisti" ma all'opposto "prendere sul serio il Vangelo".

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PERUGIA – «L’Italia sta diventando un paese sempre più vecchio. E quindi inevitabilmente più povero. Non si tratta di una questione meramente economica, ma di una povertà essenzialmente antropologica: il peso più grande di questa perdurante stagnazione, che ormai attanaglia l’Italia da circa un decennio, è stato scaricato, infatti, sulle spalle dei giovani. Questo non è un problema tra i tanti, ma è forse la più grande emergenza nazionale». Così esordisce il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti nel suo ultimo articolo dal titolo «Carità e politica» pubblicato nelle colonne de Il Settimanale de L’Osservatore Romano, in edicola venerdì 24 febbraio.

Un dato sconvolgente. Il dato sulla disoccupazione giovanile riportato da tutti i giornali è allarmante: «Oggi, più del 30 per cento dei giovani tra i 18 e i 29 anni è disoccupato». Si tratta di «un dato sconvolgente e profondamente ingiusto» afferma il presule. Su queste delicate problematiche sociali Bassetti è testimone diretto «di una miriade di storie di giovani» che incontra quotidianamente nella sua diocesi. «Storie troppo spesso contrassegnate da una precarietà iniqua che ferisce mortalmente l’anima di queste persone». Come quella di una giovane coppia, entrambi con un lavoro precario e con dei figli, la quale sostiene che creare una famiglia oggi significa «affrontare la scalata di una montagna a mani nude».

Il cardinale Gualtiero Bassetti
Il cardinale Gualtiero Bassetti

Il pane è sacro: la casa è sacra. «Mai come oggi, dunque, acquisisce un nuovo significato il binomio tra carità e politica – evidenzia l’arcivescovo di Perugia –. Un binomio reso oltremodo celebre da Paolo VI e simbolicamente rappresentato da una nota lettera che Giorgio La Pira scrisse a Fanfani il 28 febbraio 1955, in cui il sindaco di Firenze diceva: «Il pane (e quindi il lavoro) è sacro: la casa è sacra: non si tocca impunemente né l’uno né l’altro. Questo non è marxismo: è Vangelo!». Il cardinale Bassetti fa sua questa affermazione di La Pira e ribadisce un principio che ha sempre sostenuto nei suoi oltre venti anni di episcopato nell’incontrare maestranze e imprenditori: «Il lavoro è sacro, e occuparsi del lavoro non significa essere marxisti ma vuol dire, all’opposto, prendere sul serio – molto sul serio – il Vangelo. Significa credere, prima di tutto, che occorre sempre dare la giusta mercede ai lavoratori “perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento”; e poi, in secondo luogo, significa dare il giusto valore alla dignità di quel lavoratore, il quale prima di tutto è un essere umano che attraverso il lavoro può santificare la sua vita. Si tratta, dunque, di un insegnamento evangelico troppo spesso dimenticato. Dimenticato da un sistema produttivo che non riesce ad andare oltre un utilitarismo di bassa fattura; e dimenticato dalla politica che sembra aver smarrito il concetto di carità».

L’articolo si conclude con un appello appassionato. L’emergenza lavoro tra i giovani, scrive Bassetti, non può continuare ad «essere solo una vaga denuncia»: «un rimedio va trovato a tutti i costi». Perché «nei giovani c’è lo specchio dell’anima di un paese».

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