Perugia, calato il “Sant’Anello”: sarà esposto fino a lunedì 29

La reliquia, considerato l'anello nuziale di Maria e Giuseppe, è stata esposta questa mattina. Intervista a don Giosuè Busti, che ha presieduto la "calata".

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PERUGIA – Poco dopo le ore 10 di questa mattina, sabato 27 luglio, nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, si è tenuto il tradizionale e suggestivo rito della “calata del Sant’Anello”, presieduto quest’anno dal neo sacerdote diocesano don Giosuè Busti, membro della Confraternita del Santissimo Sacramento, di San Giuseppe e del Sant’Anello della cattedrale, ordinato presbitero dal cardinale Gualtiero Bassetti lo scorso 29 giugno. «Noi siamo molto contenti di continuare a venerare, generazione dopo generazione, questa memoria che la città di Perugia conserva dal XV secolo, questo anello che la tradizione ci consegna come l’anello nunziale di Maria con il suo sposo Giuseppe». Ha commentato, al termine del rito, don Giosuè ai giornalisti presenti. «Siamo felici di continuare – ha proseguito il giovane sacerdote – ad affidare le famiglie della nostra città e della nostra comunità diocesana all’intercessione della Santa Famiglia di Nazareth; speriamo che questo piccolo segno ed oggetto che con tanta cura conserva la nostra cattedrale serva di stimolo per una riflessione sulle famiglie del nostro tempo, per una cura ed attenzione alla vita familiare e per i giovani che decidono di intraprendere con coraggio questa strada».
Nel soffermarsi sulla custodia del “Sant’Anello” da parte della cattedrale, don Giosuè ha ricordato la ricostituzione (nel 2016) della Confraternita del Santissimo Sacramento, di San Giuseppe e del Sant’Anello nella cattedrale di Perugia, «ricostituzione avvenuta – ha precisato – per iniziativa di don Riccardo Pascolini e di don Simone Sorbaioli, entrambi già direttori dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, per dare lustro alla memoria di quest’oggetto a partire dalle nuove generazioni. Proprio i giovani animano questa confraternita, che cercano tra i loro vari impegni di ritagliarsi uno spazio da dedicare alla cattedrale e a servire la comunità diocesana tramite l’opera della custodia del “Sant’Anello” con iniziative proposte nel corso del tempo, volte a contribuire alla crescita umana e cristiana dell’intera comunità locale. Anche questo è testimonianza di una Chiesa viva e giovane». Il “Sant’Anello” resterà esposto alla venerazione dei fedeli, nell’omonima cappella della cattedrale, fino al termine della celebrazione eucaristica delle ore 18 di lunedì 29 luglio, quando si terrà in rito della “reposizione” animato sempre dai membri di questa confraternita. Il “Sant’Anello” sarà riposto nel bellissimo e prezioso reliquario di argento e rame conservato in una cassaforte posta ad otto metri d’altezza sopra l’altare e protetta da una serie di grate e sportelli in metallo che vengono aperti con 14 chiavi in possesso delle autorità municipali (sette) e religiose (cinque), del Nobile Collegio del Cambio e del Collegio della Mercanzia (una ciascuna), a testimonianza della sua importanza non solo religiosa ma per l’intera storia della città di Perugia. Il “Sant’Anello”, come vuole la tradizione, sarà nuovamente esposto il 12 settembre, giorno della festa della Madonna delle Grazie della cattedrale, solennità molto partecipata e che segna l’avvio ufficiale del nuovo anno pastorale dell’Archidiocesi perugino-pievese.

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L’intervista A presiedere la celebrazione è stato don Giosuè Busti, neo sacerdote della diocesi perugina, ordinato dal cardinale Bassetti lo scorso 29 giugno. Lo ha intervistato Riccardo Liguori.