Un pensionato emiliano ha recentemente attirato l’attenzione dopo che l’Inps ha tentato di revocargli la pensione a causa della sua partecipazione come comparsa nel film Ferrari nel 2022. Il pensionato ha ricevuto un compenso di 300 euro per il suo ruolo, ma l’ente previdenziale ha richiesto indietro l’intera annualità di pensione del 2022, pari a 34mila euro.
La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la decisione del tribunale di Modena, respingendo il ricorso dell’Inps. Secondo i giudici, il lavoro di comparsa non costituisce un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato e pertanto non infrange le regole previste per chi ha scelto di andare in pensione attraverso Quota 100.
Quota 100 consente di andare in pensione a chi ha almeno 62 anni e 38 anni di contributi. La legge stabilisce che chi beneficia di questa opzione non può tornare a lavorare fino a 67 anni, salvo eccezioni per collaborazioni autonome occasionali. Il compenso ricevuto dal pensionato per la sua comparsata è stato considerato un rimborso spese e non un lavoro subordinato.
Un altro caso simile è quello di Michele Ferretto, un pensionato che ha ricevuto un accertamento dall’Inps per dover restituire la pensione del 2023 dopo aver lavorato come dipendente a chiamata. Ferretto ha guadagnato 1.600 euro in totale durante il suo lavoro, ma lamenta che l’Inps ha accettato la sua registrazione come dipendente, per poi chiedergli di restituire la pensione.
Ferretto ha dichiarato: “Pago 330 euro al mese di mutuo per altri 90 mesi scarsi” e ha aggiunto: “Se non avessi qualche risorsa personale, come potrei fare ad andare avanti?”. La situazione di Ferretto evidenzia le difficoltà che molti pensionati possono affrontare quando si trovano a dover gestire le proprie finanze in un contesto di incertezze legate alla pensione.
I numeri
Il caso del pensionato emiliano ha sollevato interrogativi sulla gestione delle pensioni da parte dell’Inps e sulla definizione di lavoro autonomo occasionale. Gli avvocati del pensionato hanno commentato: “Finalmente è stato ristabilito un principio che avrebbe dovuto essere acquisito.” Tuttavia, la questione rimane complessa e i pensionati devono prestare attenzione alle normative vigenti per evitare spiacevoli sorprese.
Dettagli rimangono non confermati. La situazione attuale mette in luce la necessità di una maggiore chiarezza nelle leggi riguardanti il lavoro e le pensioni, specialmente in un’epoca in cui sempre più pensionati cercano opportunità di guadagno senza compromettere i loro diritti previdenziali.