Partorisce nonostante una trombosi a una gamba

Neo mamma ringrazia i medici dell'ospedale di Perugia

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Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

PERUGIA – Ha dato alla luce all’ospedale di Perugia il figlio, Lorenzo (tre chili e 700 grammi), nonostante fosse stata colpita da una trombosi a una gamba, Cristina, 29 anni, che ha voluto ringraziare il personale del Santa Maria della Misericordia. “Porterò i sanitari sempre nel cuore” ha detto all’ ufficio stampa dell’ Azienda ospedaliera. La donna aveva già dovuto subire un delicatissimo intervento chirurgico alla testa, eseguito il 7 marzo dal dottor Mohammed Hammam. La gravidanza è comunque proceduta regolarmente finché non le è stata diagnosticata la trombosi per la quale si è sottoposta a una terapia con eparina. “I medici di Perugia – ha sottolineato Cristina – si sono presi cura di me prima, quando mi è stato diagnosticato un aneurisma cerebrale con alto rischio di emorragia, e poi, quando già contavo i giorni per la nascita di Lorenzo, una trombosi ad una gamba ha cambiato il quadro clinico e costretto il ginecologo ad optare per un parto indotto”. “La situazione si era presentata subito in tutta la sua gravità nei primi mesi di gravidanza – ha detto il dottor Giorgio Epicoco, direttore della ginecologia del Santa Maria della Misericordia – e costituimmo un gruppo multidisciplinare con ostetrici, neurochirurgo, radiologo interventista, anestesista e responsabile della radioprotezione per decidere la soluzione migliore. Si optò quindi per un’embolizzazione endovascolare sotto guida radiologica. Poi la trombosi e tenuto conto del grave rischio emorragico, abbiamo dovuto programmare travaglio e parto visto che l’ eparina deve essere sospesa almeno per 24 ore”. Martedì 13 agosto è così nato Lorenzo. “La gioia di stringere al petto il mio bambino, di colpo ha cancellato sofferenze e sconforto – si è commossa Cristina sempre con l’ ufficio stampa dell’ ospedale -, in un attimo ho realizzato di essere la donna più felice al mondo. Ora dico grazie di cuore a Lucrezia Petretta, l’ostetrica che ha avuto una pazienza infinita e mi ha dato un supporto psicologico straordinario. Dico grazie al dottor Hammam che è arrivato poco ore dopo il parto e mi ha fatto piangere di commozione quando ha preso Lorenzo tra le braccia. E poi il dottor Epicoco, paziente alla massima potenza, sempre capace di trasmettere fiducia. Ecco, quello che più ha colpito me e il mio compagno Michele è stata la grande umanità dei medici e del personale infermieristico. Professionisti e al tempo stesso persone con la ‘P’ maiuscola. Il nome da dare al nostro bambino lo avevamo deciso da tempo, ma quando mi hanno ricordato che è anche uno dei santi patroni di Perugia, ne siamo stati felici. Porteremo tutti e per sempre nel nostro cuore”. La struttura di ostetricia e ginecologia dell’ Azienda Ospedaliera negli anni si è fatta carico di complesse gravidanze, anche di donne provenienti da altri ospedali di fuori regione. “Le situazioni complesse come quella di Cristina – ha sottolineato ancora Epicoco – si gestiscono con team preparati, nel rispetto dei protocolli assistenziali, in piena sicurezza per le pazienti. La gestante in sala parto è stata assistita solo da ostetriche, ma con la supervisione dei medici, pronti ad intervenire in caso di necessità”.

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