‘Orizzonti’. A Perugia la bella musica per un nuovo sentire

Dall'11 al 14 dicembre all’Ex Ospedale Fatebenefratelli, la prima edizione del Festival ideato dal compositore Marco Momi prodotto dalla Fondazione Perugia Musica Classica Onlus

0
298
Il direttore artistico di 'Orizzonti' Marco Momi, assieme all'Ensemble 'Opificio Sonoro'

PERUGIA- Orizzonti, è il piccolo festival all’interno della Stagione degli Amici della Musica di Perugia, che si svolgerà prossimamente nel capoluogo umbro ideato dal compositore Marco Momi. Articolato in quattro concerti – evento, che si realizzeranno presso l’Ex Ospedale Fatebenefratelli, è prodotto dalla Fondazione Perugia Musica Classica Onlus in collaborazione con l’Ensemble Opificio Sonoro, l’Associazione Corsia Of.

Orizzonti è un piccolo festival articolato in quattro concerti-evento dall’11 al 14 dicembre – spiega Marco Momi- è un viaggio alla scoperta del suono e della dinamica dell’ascolto possibile. Diversi sono i piani di esperienza uditiva offerti, tra immersione percettiva ed emersione controllata, attraverso il naufragare dolce o il disvelamento, al fine di vivere un forte momento aggregativo, di conoscenza musicale e insieme di meraviglia sonora. I quattro eventi, sono produzioni originali del festival e giocano con il format classico del concerto, lasciando spazio a momenti di convivialità e di approfondimento; la programmazione, attraversa varie epoche proponendo il contatto con una ricca varietà di suoni (dal pianoforte storico d’epoca mozartiana alla vocalità, dai repertori moderni e contemporanei fino alla musica elettronica)”.

Ad inaugurare il Festival, mercoledì 11 dicembre alle ore 21, un gioco dal tono sfacciatamente postmoderno dedicato ad programma tra 1700 e 1900. Costantino Mastroprimiano al pianoforte storico e l’Ensemble Opificio Sonoro si alterneranno con brani di Mozart contrapposti a opere di Boulez, Donatoni, Sciarrino e Stockhausen. Il giorno seguente, alla stessa ora, saranno di scena le voci di Elisabetta Lombardi, Mauro Borgioni e il pianoforte di Filippo Farinelli, in un confronto tra il giovane Alban Berg e il Gioacchino Rossini attempato che restituirà un’immagine non scontata dello scorrere delle età. I Last Pieces per pianoforte solo di Feldman, saranno, invece, dei i due concerti dell’ultima serata, che avranno luogo sabato 14 dicembre a partire dalle ore 20.15. Dedicato ai Visionari, l’ultimo viaggio del festival partirà con Schumann. I suoni del compositore tedesco, nelle mani del Duo Dillon – Torquati, si intrecceranno con le testimonianze di vita dell’autore selezionate da Elena Abbado e lette dall’attrice Greta Oldoni. Il ritratto di uno degli artisti più coraggiosi del 1800, porterà poi verso la Terra dei pionieri, con gli americani Cage, Lucier e Tenney interpretati da Opificio Sonoro assieme ad alcuni ospiti. Al centro dei due concerti,  una installazione sonora a cura di Simone Pappalardo realizzata con strumenti elettrificati ispirati all’arte povera e una impro-session elettronica a cura dello stesso sound artist a cui si unirà Nicola Cappelletti.