‘Orizzonti’. A Perugia musica per un nuovo sentire

Dall'11 al 14 dicembre all’Ex Ospedale Fatebenefratelli, la prima edizione del Festival ideato dal compositore Marco Momi prodotto dalla Fondazione Perugia Musica Classica Onlus

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Il logo del Festival 'Orizzonti'

PERUGIA- Orizzonti, è il piccolo festival all’interno della Stagione degli Amici della Musica di Perugia, che si svolgerà prossimamente nel capoluogo umbro ideato dal compositore Marco Momi. Articolato in quattro concerti – evento, che si realizzeranno presso l’Ex Ospedale Fatebenefratelli, è prodotto dalla Fondazione Perugia Musica Classica Onlus in collaborazione con l’Ensemble Opificio Sonoro, l’Associazione Corsia Of.

L’evento, viene presentato giovedì 5 dicembre alle ore 18 ad Umbrò (in Via S.Ercolano 2 a Perugia) in un incontro dal titolo Orizzonti al debutto : Musica per un nuovo sentire, condotto dal direttore artistico Marco Momi assieme al musicista Filippo Farinelli e ad Andrew Starling della Fondazione Perugia Musica.

Orizzonti è un piccolo festival articolato in quattro concerti-evento dall’11 al 14 dicembre – spiega Marco Momi- è un viaggio alla scoperta del suono e della dinamica dell’ascolto possibile. Diversi sono i piani di esperienza uditiva offerti, tra immersione percettiva ed emersione controllata, attraverso il naufragare dolce o il disvelamento, al fine di vivere un forte momento aggregativo, di conoscenza musicale e insieme di meraviglia sonora. I quattro eventi, sono produzioni originali del festival e giocano con il format classico del concerto, lasciando spazio a momenti di convivialità e di approfondimento; la programmazione, attraversa varie epoche proponendo il contatto con una ricca varietà di suoni (dal pianoforte storico d’epoca mozartiana alla vocalità, dai repertori moderni e contemporanei fino alla musica elettronica)”.

Ad inaugurare il Festival, mercoledì 11 dicembre alle ore 21, un gioco dal tono sfacciatamente postmoderno dedicato ad programma tra 1700 e 1900. Costantino Mastroprimiano al pianoforte storico e l’Ensemble Opificio Sonoro si alterneranno con brani di Mozart contrapposti a opere di Boulez, Donatoni, Sciarrino e Stockhausen. Il giorno seguente, alla stessa ora, saranno di scena le voci di Elisabetta Lombardi, Mauro Borgioni e il pianoforte di Filippo Farinelli, in un confronto tra il giovane Alban Berg e il Gioacchino Rossini attempato che restituirà un’immagine non scontata dello scorrere delle età. I Last Pieces per pianoforte solo di Feldman, saranno, invece, dei i due concerti dell’ultima serata, che avranno luogo sabato 14 dicembre a partire dalle ore 20.15. Dedicato ai Visionari, l’ultimo viaggio del festival partirà con Schumann. I suoni del compositore tedesco, nelle mani del Duo Dillon – Torquati, si intrecceranno con le testimonianze di vita dell’autore selezionate da Elena Abbado e lette dall’attrice Greta Oldoni. Il ritratto di uno degli artisti più coraggiosi del 1800, porterà poi verso la Terra dei pionieri, con gli americani Cage, Lucier e Tenney interpretati da Opificio Sonoro assieme ad alcuni ospiti. Al centro dei due concerti,  una installazione sonora a cura di Simone Pappalardo realizzata con strumenti elettrificati ispirati all’arte povera e una impro-session elettronica a cura dello stesso sound artist a cui si unirà Nicola Cappelletti.

 

 

 

 

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