Oma Tonti, decine di lavoratori non confermati

I sindacati denunciano anche l'assenza di nuove commesse fino al 2022 e chiedono chiarezza sul piano industriale

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I cancelli della Oma Tonti

FOLIGNO – Dopo la doccia fredda rappresentata dai soli 170 euro scaturiti dal premio di risultato aziendale relativo al 2019, continuano a filtrare notizie “allarmanti” per i lavoratori della Oma Tonti spa. L’allarme arriva dalle sigle sindacali Fim, Fiom e Uilm che, parlando dell’azienda folignate operante nel settore dell’aviospazio, raccontano come la proprietà abbia “comunicato in questi ultimi giorni a decine di lavoratori somministrati che il loro rapporto con Oma cesserà”.

Il caso Diversi di questi lavoratori hanno già visto sbarrarsi i cancelli dell’azienda tra fine giugno e luglio, per molti altri il momento arriverà comunque entro dicembre. Molti di questi lavoratori sono anni che lavorano dentro all’Oma, alcuni anche da dieci anni. A questo si associa quanto di recente comunicato alla Rsu aziendale da parte dell’azienda, ovvero che da qui al 2022 non si intravedono acquisizioni di nuove commesse.
“Un quadro, quindi, a dir poco incerto” scrivono i sindacati. “Tanto più se si considera che solo l’anno scorso l’azienda aveva chiesto alle Organizzazioni sindacali di firmare un accordo in deroga per superare il limite normativo che regola il rapporto tra il personale fisso e quello a scadenza e somministrato”. “Segno evidente – commentano Fim Fiom Uilm Perugia e Umbria – che quelli che erano i piani del 2019 oggi sono completamente saltati, chiediamo risposte certe sul piano industriale che da qui in avanti l’azienda e la proprietà vorranno attuare per riportare la Oma nella giusta direzione. Non possiamo accettare che il recupero delle inefficienze ricada sulle spalle dei lavoratori, come ampiamente dimostrato dall’esito del premio di risultato, che nel giro di due anni è passato da circa 1.700 euro agli attuali 170.

Gli interrogativi Infine, poiché nell’ultimo incontro avuto in Confindustria con il presidente Umberto Tonti risposte non sono arrivate, i sindacati si chiedono “ad oggi quale è la situazione della Sky Eye System srl, l’azienda che, fondata nel 2017, divisa fra il 49% Oma e il 51% famiglia Tonti, si occupa della produzione di droni nello stabilimento di Cascina, in provincia di Pisa. Come pesa a livello finanziario questa realtà per la Oma? La Sky Eye che tipo di entrate ha, che tipo di fatturato? Dopo tre anni, è stata chiusa almeno una commessa per il drone? Domande alle quali – concludono le segreterie dei metalmeccanici – sarebbe opportuno che qualcuno, il presidente o il cda, iniziassero a dare risposte esaustive”.

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