Ast, Marini scrive a Di Maio: “Garantire competitività”

Intanto è stato convocato per lunedì 9 luglio un incontro con il sindaco di Terni, i rappresentanti regionali, provinciali confederali, di stabilimento e di categoria delle organizzazioni sindacali interessate

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Istituzioni e sindacati chiedono chiarimenti alla multinazionale sulle sorti dello stabilimento.
L'ingresso di Ast

PERUGIA – “L’avvenuta fusione dei due gruppi Tata e ThyssenKrupp richiede un’attenta considerazione e valutazione circa le prospettive di Ast e del sito siderurgico di Terni ed alle possibili implicazioni ed evoluzioni che si determineranno in termini di competitività e strategicità”: per questo, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha convocato per lunedì 9 luglio un incontro con il presidente della Provincia ed il sindaco di Terni, Giampiero Lattanzi e Leonardo Latini, i rappresentanti regionali, provinciali confederali, di stabilimento e di categoria delle organizzazioni sindacali interessate. Sarà presente anche il vicepresidente Fabio Paparelli.

Lettera a Di Maio Nel frattempo la presidente Marini, ha anche inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, con la quale si richiede un incontro urgente, “al fine di valutare tutte le iniziative istituzionali utili a definire un percorso in grado di garantire competitività alle acciaierie e all’intero sistema produttivo dell’area”. “Come noto – scrive la presidente, secondo quanto reso noto dalla Regione -, nel mese di settembre del 2017 fra la Tata e la TK, è stato sottoscritto un memorandum relativo alla fusione delle attività europee dei due gruppi nel settore dell’acciaio, escludendo le attività della Material Services, business unit di ThyssenKrupp, tra cui la controllata italiana Acciai speciali Terni. Il completamento del percorso di fusione intervenuto nei giorni scorsi determina con tutta evidenza un nuovo scenario rispetto agli assetti europei nella produzione dell’acciaio e richiede una attenta considerazione e valutazione delle prospettive di Ast e del sito siderurgico di Terni anche alla luce dei contenuti dell’Accordo sottoscritto presso il ministero dello Sviluppo economico il 3 dicembre 2014 ed alle possibili implicazioni ed evoluzioni che si determineranno in termini di competitività e strategicità del sito stesso. In questa delicata fase – conclude la lettera della presidente Marini -, occorre dare seguito al piano di rilancio industriale, scongiurando qualsiasi ipotesi di ridimensionamento delle acciaierie di Terni, del loro ruolo strategico nazionale ed internazionale, nel settore della produzione degli acciai speciali a vantaggio di altre realtà produttive europee e mondiali”.