Come si è sviluppata
Il 3 aprile 2026, il film ‘Non abbiam bisogno di parole’ è stato reso disponibile su Netflix, segnando un’importante pietra miliare per la rappresentazione delle persone sorde nel cinema italiano. Diretto da Luca Ribuoli, il film è un remake della commedia francese ‘La famiglia Bélier’ e ruota attorno alla storia di Eletta, l’unica udente in una famiglia di sordi. Questa narrazione non è solo una storia di famiglia, ma un’opportunità per dare voce a una comunità spesso sottorappresentata.
Le riprese del film sono durate cinque settimane, da maggio a giugno 2025, e sono state realizzate tra Alessandria e Torino. Il cast include Carola Insolera, l’unica modella sorda, e Sarah Toscano, che fa il suo debutto come attrice. La presenza di attori sordi nel film è un passo significativo verso una maggiore inclusività nel panorama cinematografico italiano.
Il film è prodotto da Our Films e PiperFilm in collaborazione con Circle One. Questo progetto ha ricevuto il patrocinio delle Città di Alessandria e Torino, sottolineando l’importanza culturale e sociale dell’opera. Luca Ribuoli ha dichiarato: “È la prima volta in Italia che un film è dedicato al mondo delle persone sorde ed è interpretato da attori sordi.” Questo rappresenta un cambiamento significativo nella narrazione cinematografica.
La colonna sonora del film include il brano ‘Non abbiam bisogno di parole’ di Ron, pubblicato nel 1992, e il nuovo singolo ‘Atlantide’ di Sarah Toscano, rilasciato il 3 aprile 2026. La scelta di includere questi brani non è casuale; entrambi i pezzi musicali contribuiscono a creare un’atmosfera emotiva che accompagna la storia di Eletta e della sua famiglia.
Il film non è solo un remake, ma un’opportunità per esplorare temi di inclusione e rappresentazione. Luca Ribuoli ha affermato: “Questo film vuole alzare l’asticella nella rappresentazione mediatica e incoraggiare la creazione di storie con personaggi sottorappresentati in ruoli centrali e non stereotipati.” Questa visione è fondamentale per promuovere una maggiore comprensione e accettazione delle diversità nella società.
Il paesaggio del Monferrato, scelto come location, non è solo uno sfondo narrativo, ma diventa un personaggio del film stesso, arricchendo la narrazione con la sua bellezza e autenticità. La scelta di ambientare la storia in questo contesto è un modo per celebrare la cultura locale e le sue tradizioni.
In un’epoca in cui la rappresentazione delle diversità è più importante che mai, ‘Non abbiam bisogno di parole’ si propone come un esempio di come il cinema possa evolversi e riflettere la realtà della società contemporanea. La presenza di un cast che include attori sordi è un passo avanti verso una maggiore inclusione e visibilità per le persone sorde nel mondo dell’intrattenimento. Dettagli rimangono non confermati.