“No tagli! No bavagli!”, i media cattolici sostengono la battaglia

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PERUGIA – Da Perugia è iniziata la “battaglia” per il diritto all’informazione libera e plurale sancita dalla Costituzione, a seguito della proposta legislativa dell’attuale Governo di azzerare il Fondo per l’editoria nel 2020. Si tratta di un taglio netto al sostegno economico pubblico per quelle testate giornalistiche non di proprietà di grandi gruppi editoriali (come ad esempio i quotidiani Avvenire e Il Manifesto, ed emittenti radiofoniche come Radio Radicale), ma di realtà-società spesso cooperative e legate al mondo del no-profit, tra cui i mezzi della comunicazione sociale diocesana (settimanali e radio). Quella che si è aperta a Perugia, nel giorno della presentazione ufficiale dell’edizione 2019 del Festival internazionale del giornalismo, è una vera e propria campagna di sensibilizzazione promossa dalla Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi) – in Umbria dall’Associazione stampa umbra (Asu) – avente come titolo: “No tagli! No bavagli!”.

Presenti Sono intervenuti nel capoluogo umbro il presidente e il segretario generale della Fnsi, Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso, che hanno “denunciato” con voce sostenuta quest’ingiusta proposta legislativa del Governo, perché va a colpire i più “piccoli”, soprattutto gli organi di stampa che fanno informazione locale, come i settimanali diocesani, oltre a quotidiani, tv e radio spesso radicati da tempo nel tessuto sociale di una determinata area geografica. C’è il rischio concreto della chiusura di tante piccole testate con la “riduzione di spazi di democrazia”.

Rischio Il rischio di chiusura dei media anche locali non è dato solo dal taglio dei contributi economici pubblici, anche dalle denunce-querele ai danni di giornali e di giornalisti. Per tanto due gli obiettivi di questa campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica: “No ai tagli alle diverse forme di sostegno all’editoria; No ai bavagli messi all’informazione sia attraverso le querele temerarie che con le minacce ai cronisti – hanno detto Giulietti e Lorusso –. Non c’è un solo atto firmato, ad oggi, che sia andato nella direzione di rafforzare il lavoro di chi fa informazione e di tutelare il ruolo dell’informazione. Al di là degli annunci e degli slogan, registriamo da parte del Governo atti che vanno nella direzione opposta a quella dichiarata”. Inoltre, hanno aggiunto il presidente e il segretario generale della Fnsi, “il Consiglio d’Europa ha giudicato l’Italia come un Paese a rischio per i troppi giornalisti sotto scorta, per le troppe querele temerarie volte a imbavagliarli e ora si tolgono anche i fondi per l’editoria. Da Perugia parte oggi una grande campagna nazionale per bloccare questi tagli, che porteranno alla perdita di posti di lavoro e alla chiusura voci della diversità e della differenza, perché ogni taglio diventa un bavaglio, non ai giornalisti, ma ai cittadini che non potranno più scegliere”.

Anche come media e operatori-giornalisti al servizio della comunicazione sociale ecclesiale umbra non possiamo non condividere gli obiettivi di questa campagna di sensibilizzazione e contribuire al loro raggiungimento.

Riccardo Liguori

Coordinatore della Commissione regionale per le comunicazioni sociali della Ceu