Morte Astori, la figlia di Curi si stringe alla famiglia

    Il centrocampista del Perugia morì in campo il 30 ottobre del 1977. La figlia: "Una famiglia crocifissa"

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    Davide Astori

    PERUGIA – Quando ha saputo della morte improvvisa di Davide Astori si è sentita “di nuovo morire”, rimanendo “senza parole”, Sabrina Curi, figlia del centrocampista del Perugia morto in campo il 30 ottobre del 1977 mentre affrontava la Juventus nello stadio che ora porta il suo nome. “La famiglia di Davide è come se oggi sia stata crocifissa perché sentirà a vita la mancanza di un padre e di un compagno”. Per un caso Sabrina Curi, che vive a Monza, quando ha appreso per caso da Internet della scomparsa del capitano del Fiorentina era con Piero Frosio, capitano del Perugia in cui giocava il padre.

    Dolore “Quando papà morì avevo tre anni, uno in più della figlia di Astori. Di lui non ricordo praticamente nulla, ma quel dolore non passa e bisogna solo cercare il modo di conviverci. La figlia di Astori potrà solo vederlo nelle immagini, sentire la sua voce registrata. Come me lo riconoscerà e lo cercherà in questi frammenti. Le cose alle quali ti aggrappi. Sono profondamente credente e convinta che loro ci vedano e non ci vogliano tristi”. Per Sabrina Curi questo “non è il momento di cercare responsabili a tutti i costi”. Ha però voluto mandare un messaggio ai mezzi d’informazione. “Un calciatore – ha detto – è una persona famosa ma non bisogna mai dimenticare che dietro di lui c’è sempre una famiglia che soffre. E le critiche, le polemiche fanno male. Siate più onesti possibile…”.

    Le orme La figlia di Renato Curi per un periodo della sua vita ha in qualche modo seguito le orme sportive del padre. “Nel 1999 ho preso il patentino da procuratore sportivo, quasi fosse una sfida – ha sottolineato -, ma poi ho abbandonato quella strada e ora lavoro in banca”. Alla compagna di Astori, Sabrina dice di “tenere duro, di cercare di non far sentire il lutto alla figlia per quanto le è possibile”. Ha rivolto comunque il suo pensiero alle famiglie toccate dagli altri drammi che hanno segnato le cronache sportive degli ultimi anni. “Vorrei incontrarle tutte – ha detto – per aiutarle ad andare avanti. Anche se – ha concluso Sabrina Curi – quel dolore non passerà mai”.

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