Migranti a Terni, in arrivo 30 persone. Viminale: “Ordinaria attività amministrativa”

Il sindaco Latini preoccupato ma il ministero rassicura che si tratta di un'attività amministrativa di alleggerimento dei centri di accoglienza

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Il sindaco di Terni Leonardo Latini

TERNI – “Apprendo con stupore e preoccupazione la notizia dell’ arrivo presso le strutture di accoglienza della prefettura di Terni di 30 immigrati provenienti dal Centro di accoglienza di Agrigento”. Il sindaco della città dell’acciaio affida ad un post sul proprio profilo Facebook le proprie preoccupazioni in merito alla vicenda del trasferimento dei migranti nella propria città annunciando che in merito chiederà un incontro alla prefettura. L’obiettivo è “evitare che la città paghi un peso sociale eccessivo rispetto alle sue reali capacità, tenuto conto anche del significativo contributo offerto già negli ultimi anni in tema di accoglienza”.

Risponde il Viminale Dopo che l’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha pubblicato   su Facebook la circolare sulla ridistribuzione di 90 migranti ad Ancona, Avellino e Terni, con la seguente reazione del primo cittadino ternano Latini, il Viminale ha dato la sua risposta ufficiale attraverso un comunicato del ministero dell’Interno. “Nessuna novità in merito alla ridistribuzione dei richiedenti asilo sull’intero territorio nazionale. La decisione del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’ Interno di trasferire 90 migranti da Agrigento ad Avellino, Terni ed Ancona rientra nella ordinaria attività amministrativa di alleggerimento di quei centri di accoglienza in cui si registra un numero eccessivo di presenze”. “Analoghe operazioni di trasferimento – sottolinea il Viminale – sono state effettuate il 21 giugno 2018 da Siracusa (67 migranti), il 6 agosto 2018 da Agrigento (50 migranti), il 27 agosto 2018 da Crotone (58 migranti), il 25 luglio 2019 (70 migranti) e il 6 agosto 2019 (50 migranti) da Agrigento. Interventi di ridistribuzione hanno riguardato anche il Friuli Venezia Giulia, da dove, il 5 luglio 2019, sono stati trasferiti in altre regioni 2.000 migranti.