Meta e Google sono stati ritenuti colpevoli di aver creato dipendenza dai social media, con una giuria che ha stabilito un risarcimento di 3 milioni di dollari per danni morali e materiali. Di questi, il 70% è a carico di Meta, evidenziando la crescente responsabilità delle aziende tecnologiche nel proteggere i propri utenti, in particolare i minori.
La causa è stata avviata da Kaley G.M., una ragazza di 20 anni che ha testimoniato di essere stata coinvolta nell’uso dei social media sin dall’età di sei anni. Durante il processo, gli avvocati di Kaley hanno dichiarato: “Per anni le aziende di social media hanno tratto profitto prendendo di mira i minori e nascondendo le caratteristiche di design che rendono le loro piattaforme pericolose.” Questa testimonianza ha avuto un impatto significativo sulla decisione della giuria.
I numeri
In un contesto più ampio, Meta ha subito una seconda condanna in un processo in New Mexico, dove è stata ritenuta colpevole di non aver protetto i minori dai predatori online. In questo caso, Meta dovrà pagare 375 milioni di dollari, con un risarcimento di 10,000 dollari per ogni teenager coinvolto nel processo. La sentenza potrebbe aprire la strada a centinaia o migliaia di nuove azioni legali contro le piattaforme di social media.
La giuria ha trovato Meta e Google colpevoli di negligenza per non aver messo in guardia sui pericoli dei loro prodotti. Questo segna un cambiamento significativo nella percezione legale delle responsabilità delle aziende tecnologiche, simile a quella adottata contro l’industria del tabacco, dove si è riconosciuto che i prodotti possono causare danni alla persona.
Meta ha risposto alla sentenza dichiarando: “Non siamo d’accordo e stiamo valutando le nostre opzioni legali.” Questo indica che l’azienda potrebbe intraprendere ulteriori azioni per contestare la decisione della giuria, ma il futuro legale di Meta appare incerto.
Inoltre, un portavoce di Google ha affermato: “La sentenza non comprende correttamente la natura di YouTube, che è una piattaforma di streaming costruita responsabilmente e non un social media.” Questa dichiarazione suggerisce che Google intende difendere la propria posizione e contestare le accuse di negligenza.
Osservatori e analisti del settore si chiedono quali saranno le conseguenze a lungo termine di questa sentenza. La crescente attenzione verso la sicurezza online e il benessere dei minori potrebbe portare a nuove regolamentazioni e a una maggiore responsabilità per le aziende tecnologiche. Dettagli rimangono non confermati riguardo a come queste sentenze influenzeranno il panorama legale per le piattaforme di social media in futuro.