Medicina del dolore, il Santa Maria di Terni all’avanguardia

Coaccioli presidente Aisd. Il direttore generale Dal Maso: "Riconoscimento per il lavoro di tutto l’ospedale"

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Dal Maso e Coaccioli

TERNI – Terni all’avanguardia per la medicina del dolore. Dopo la certificazione europea ricevuta nel 2016, arriva un nuovo riconoscimento per la Clinica Medica Terapia Medica del Dolore e per il suo direttore, il professor Stefano Coaccioli, al quale è stata assegnata la presidenza dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore. Una nomina che arriva a coronamento di un iter durato anni, nel corso del quale sia l’ospedale ternano sia il neo eletto presidente, hanno segnato tappe importanti nella lotta al dolore.

Codice Al professor Coaccioli si devono in particolare il primo ‘Codice Etico per il Dolore’ al mondo, pubblicato nel 2012, l’organizzazione nel 2017 del primo Pain Day a Terni, e il Narni Pain Study, la prima indagine epidemiologica sul dolore cronico mai realizzata in Italia. «Insieme all’impegno profuso da Coaccioli – è il commento del direttore generale dell’azienda ospedaliera, Maurizio Dal Maso – il riconoscimento premia l’ospedale ternano nel suo complesso, che è impegnato da anni nel combattere la sofferenza fisica acuta e cronica. Un ruolo, quello svolto dal nostro ospedale nella lotta al dolore, che è stato evidenziato anche nel congresso romano che ha formalizzato la presidenza di Coaccioli».

La storia Il percorso verso la realizzazione di un ‘Ospedale senza dolore’ è iniziato a Terni pochi decenni fa con l’ambulatorio di Reumatologia e Terapia Medica del Dolore, seguito dal dottor Luca Di Cato, e poi con l’ambulatorio di Terapia del dolore nella struttura di Anestesia e Rianimazione diretta dalla dottoressa Rita Commissari, arricchito lo scorso anno con un innovativo trattamento del dolore cronico che utilizza la radiofrequenza a luce pulsata. Nel 2014 è stata poi messa a regime la partoanalgesia, che in poco meno di due anni ha superato gli obiettivi ministeriali festeggiando quasi il 50% dei parti in analgesia, e nel 2016 è stato istituito il Comitato Ospedale-Territorio senza dolore, e sono stati attivati anche la procedura di rilevazione del dolore in tutti i pazienti ricoverati e il monitoraggio e la terapia del dolore post-operatorio.

Coaccioli “Tappe importanti – sottolinea il professor Coaccioli – che testimoniano un cambiamento culturale che ha trasformato l’approccio del medico e il concetto di cura. Un dolore non rilevato e non trattato compromette tanto la qualità della vita quanto il percorso di cura, riducendo la tolleranza ai trattamenti e provocando depressione, complicanze sistemiche ed isolamento sociale. È soprattutto nell’ambito del dolore cronico che ora vanno orientati gli sforzi della sanità pubblica. La sofferenza derivante dai dolori cronici, infatti, aumenta proporzionalmente all’aumento dell’aspettativa di vita e della cronicizzazione di patologie invalidanti che sono sempre più compatibili con la vita ma costringono molti pazienti a vivere con un dolore che non passa mai. Basta pensare alle principali condizioni tipiche del dolore cronico come il dolore oncologico, il dolore da osteoartrosi e da artrite reumatoide, le lombalgie, la cefalea e l’emicrania, le sindromi miofasciali e la fibromialgia, la nevralgia del trigemino, e la neuropatia diabetica”.