Marco Aleotti, un nome che ha segnato la storia della televisione italiana, è scomparso il 19 marzo 2026 a Ciriè, Torino, all’età di 67 anni, dopo un anno di malattia. La sua carriera, durata oltre due decenni, è stata caratterizzata da eventi di grande rilevanza, tra cui la regia della trasmissione Porta a Porta, che ha diretto per 25 anni, dal 1996 al 2019.
La sua esperienza come regista lo ha portato a dirigere momenti storici come i funerali di papa Giovanni Paolo II e l’elezione di papa Benedetto XVI, eventi che hanno catturato l’attenzione di milioni di telespettatori. Aleotti ha saputo gestire con maestria la direzione di questi eventi, rendendoli memorabili e significativi per il pubblico.
Come si è sviluppata
Originario di Ciriè, Aleotti ha iniziato la sua carriera lavorando anche per Mediaset, dove ha affinato le sue capacità nel campo della regia. Tra i suoi lavori più recenti, spicca il documentario ‘Dalla memoria al futuro. I 30 anni della Fondazione Donat-Cattin’, che testimonia il suo impegno nel raccontare storie significative attraverso la lente della telecamera. Inoltre, ha pubblicato un libro fotografico intitolato ‘Sguardi dal Myanmar’, che riflette la sua passione per la fotografia.
La sua scomparsa ha suscitato un profondo cordoglio all’interno del Cda Rai, con l’Amministratore Delegato Giampaolo Rossi e il Direttore Generale Roberto Sergio che hanno espresso le loro condoglianze, sottolineando come Aleotti fosse un prezioso punto di riferimento per Bruno Vespa e la redazione di Porta a Porta.
Marco Aleotti era sposato con Alessandra e padre di quattro figli. La sua vita privata era caratterizzata da un forte legame con la famiglia, che ha sempre sostenuto la sua carriera. La sua passione per la televisione si alternava con quella per la fotografia, un aspetto che ha arricchito la sua visione artistica e professionale.
In aggiunta alla sua carriera televisiva, Aleotti ha diretto eventi significativi come l’apertura e la chiusura della Porta Santa del Giubileo, un compito di grande responsabilità che ha affrontato con dedizione e professionalità. La Giornata Mondiale della Gioventù a Tor Vergata nel 2000 è un altro esempio della sua abilità nel gestire eventi di grande portata.
La sua morte segna la fine di un’era per la televisione italiana, lasciando un vuoto difficile da colmare. Aleotti ha saputo mantenere l’aplomb in qualsiasi situazione, come ricordato da chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui. “Ciao, Marco, ora da lassù potrai osservare la scena di questo mondo senza filtri di sorta”, è stato detto in un tributo che riflette il suo spirito e la sua visione.
La scomparsa di Marco Aleotti è un evento che non solo colpisce la sua famiglia e i suoi amici, ma anche il panorama televisivo italiano, che perde un regista di grande talento e una figura di riferimento nel settore. Dettagli rimangono non confermati riguardo ai suoi ultimi progetti, ma il suo lascito continuerà a vivere attraverso il suo lavoro e l’impatto che ha avuto sulla televisione e sulla cultura italiana.