Isuc, il Pd bacchetta la maggioranza: “Trovi le risorse per stabilizzare i precari”

Dura nota dei consiglieri Dem, che contestano la scelta del commissario e l'immobilismo della giunta

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La sede dell'Isuc in Piazza Iv Novembre

PERUGIA – “La maggioranza si impegni a trovare le risorse per stabilizzare i sette precari dell’Istituto di storia dell’Umbria contemporanea (Isuc) piuttosto che perdere tempo per stabilire l’ammontare dei compensi del nuovo commissario”: così in una nota congiunta la vicepresidente dell’Assemblea legislativa, Simona Meloni, il capogruppo Pd, Tommaso Bori, e il vicepresidente della terza Commissione consiliare, Michele Bettarelli.

Nomine contestate “Il 21 aprile scorso – ricordano i consiglieri Dem – la Giunta ha commissariato l’Istituto, al fine di avviare un processo di ridefinizione di ruoli, modalità operative e assetti istituzionali. Pochi giorni dopo, senza coinvolgere né l’Assemblea legislativa, da cui l’Isuc dipende, né i soci dell’istituto, la maggioranza di governo ha individuato in Valter Biscotti, il nuovo commissario, salvo non formalizzarne ancora oggi la sua nomina, forse per la difficoltà a dovergli riconoscere un compenso importante che, a norma di legge, ammonterebbe fino ad un massimo del 70 per cento dello stipendio di un dirigente regionale”.

Risorse sprecate “Comprendiamo l’imbarazzo della Giunta regionale a dover stanziare risorse importanti per un commissario, quando potevano essere destinate al funzionamento dell’ente e alla stabilizzazione dei precari, tanto più, tenuto conto, che poteva essere attribuito un interim a costo zero a un dirigente regionale, così come successo in passato, nel caso del commissario dell’Aur. Questa impasse potrebbe portare alla chiusura dello stesso istituto, qualora non risolta entro i tempi previsti da regolamento, che scadono a giugno. Chiediamo pertanto alla Giunta di chiarire quale sarà il ruolo del futuro commissario e quali saranno le attività e gli indirizzi strategici che egli vorrà assegnare all’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea e a fronte di quale compenso, con la speranza che non comprometta definitivamente la salvaguardia occupazionale dei sette ricercatori precari”.