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Influenza aviaria: Cosa significa il caso di H9N2 in Lombardia?

Le voci dal campo

“Questo episodio conferma quanto sia centrale oggi la sorveglianza globale delle malattie infettive,” ha dichiarato Fabrizio Pregliasco, esperto in malattie infettive, commentando il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 mai rilevato in Europa, identificato il 25 marzo 2026 in Lombardia.

Il paziente, descritto come fragile e con patologie pregresse, ha contratto il virus in un Paese extraeuropeo, precisamente in Africa. Questo caso rappresenta una situazione senza precedenti per l’Europa, dove il virus H9N2, noto per essere a bassa patogenicità (LPAI) negli uccelli, ha mostrato mutazioni che aumentano l’affinità per i recettori umani.

Gianni Rezza, direttore della prevenzione presso il Ministero della Salute, ha sottolineato che “si tratta di un caso isolato e importato; non vi è evidenza di trasmissione interumana.” Questo è un aspetto cruciale, poiché dal 1998 a oggi sono stati diagnosticati circa 170 casi umani di H9N2 nel mondo, ma i sintomi nell’uomo sono generalmente lievi.

Il sistema di sorveglianza ha funzionato correttamente, con tutti i contatti del paziente identificati e monitorati. Rezza ha aggiunto: “Non c’è alcun allarme in Italia dopo il caso di infezione da virus influenzale A(H9N2).” Tuttavia, ha anche avvertito che “il rischio di un salto di specie è possibile,” evidenziando l’importanza di rimanere vigili.

Nonostante la situazione attuale non presenti segnali di allerta, gli esperti continuano a monitorare attentamente l’evoluzione del virus e la sua diffusione. La sorveglianza globale delle malattie infettive si è dimostrata fondamentale per prevenire potenziali focolai e garantire la salute pubblica.

In questo contesto, è essenziale che la popolazione rimanga informata e segua le indicazioni delle autorità sanitarie. La comunicazione trasparente e tempestiva è fondamentale per mantenere la fiducia del pubblico e garantire una risposta efficace a eventuali minacce sanitarie.

In conclusione, mentre il caso di influenza aviaria H9N2 in Lombardia rappresenta una novità per l’Europa, le autorità sanitarie rassicurano che non vi è attualmente motivo di allerta. Tuttavia, la vigilanza rimane cruciale per affrontare eventuali sviluppi futuri.

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