Inchiesta sanità, le intercettazioni del dg Duca: “Io c’ho sette nomi per quattro posti”

Secondo i pm l'esito del concorso era già stabilito ancor prima delle prove d'esame

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L'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

PERUGIA – “I posti già son finiti”: il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia Emilio Duca parlava così nel maggio dello scorso anno di uno dei concorsi al centro dell’indagine della procura di Perugia. In particolare quello per la copertura a tempo indeterminato di quattro posti di assistente amministrativo categoria “C”. Quelli destinati all’inserimento dei lavoratori disabili. Con il direttore amministrativo Maurizio Valorosi faceva riferimento alle segnalazioni giunte dai politici. “L’esito del concorso è già stato stabilito ancor prima delle prove d’esame” sottolineano i pm nella richiesta di applicazione
della misura cautelare. Valorosi e Duca – emerge dagli atti – sono stati intercettati mentre cercano di fare il punto della situazione sulle segnalazioni ricevute e su come procedere. Il direttore amministrativo chiede come possono fare per la prova scritta da dare all’ex assessore regionale alla Sanità Luca Barberini: “con Luca come facciamo per le domande?”. E Duca – secondo i pm – “non sa come comportarsi”, perché ha già sette persone segnalate per i quattro posti messi a concorso: “Maurì, io già c’ho sette nomi per quattro posti”.
I magistrati rilevano che nelle tre selezioni riguardanti le posizioni lavorative “di livello più elevato” per i concorsi ai lavoratori disabili “il condizionamento delle prove concorsuali raggiunge il suo acme”. “Infatti le attività dispiegate per raggiungere l’obiettivo di soddisfare le pretese degli esponenti politici – si legge nella richiesta di misure cautelari e in particolare dell’assessore Barberini, del presidente della Regione Catiuscia Marini (indagata a piede libero) e dell’allora sottosegretario agli interni Gianpiero Bocci (ex segretario regionale del Pd) consentono di cogliere appieno la forza e la solidità del sodalizio criminale”.