Inchiesta sanità, il procuratore Luigi De Ficchy: “Una gara per bloccare le indagini”

Secondo il magistrato l'inchiesta si è dovuta "fermare" dopo che nell' ufficio del direttore generale dell'Azienda ospedaliera Emilio Duca sono state trovate delle microspie in seguito da una bonifica da lui stesso ordinata

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La Procura di Perugia

PERUGIA- Elementi che potrebbero essere “interessanti” per l’ indagine sui concorsi all’ ospedale di Perugiastanno scaturendo dagli interrogatori dei testimoni sentiti nelle ultime ore dalla guardia di finanza. Lo si è appreso da fonti inquirenti. Il procuratore Luigi De Ficchy non è voluto entrare nel merito dell’inchiesta. Ha però rilevato che il mondo oggetto dell’ indagine era caratterizzato inizialmente “da una profonda omertà”. “La gente – ha detto – parla solo dopo…”. La Guardia di finanza sta sentendo decine di persone. Tra candidati vincitori dei concorsi e quelli esclusi, presidenti e componenti delle commissioni. Non ancora fissati gli interrogatori di garanzia dell’ ex assessore regionale alla Sanità Luca Barberini, dell’ ex segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci, del direttore generale dell’ Azienda ospedaliera Emilio Duca e di quello amministrativo Maurizio Valorosi, tutti ai domiciliari.

Tentativo Per il procuratore di PerugiaLuigi De Ficchy “c’ è stata una gara a far scoprire l’indagine” sui presunti concorsi ‘ pilotati’ per assunzioni all’ ospedale di Perugia. Lo ha detto arrivando negli uffici giudiziari del capoluogo umbro dove coordina gli accertamenti della Guardia di finanza. Secondo il magistrato l’inchiesta si è dovuta “fermare” dopo che nell’ ufficio del direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca sono state trovate delle microspie in seguito da una bonifica da lui stesso ordinata.

Difesa “Ci batteremo da subito per far revocare le misure, in tutte le sedi giudiziarie”: lo ha annunciato l’ avvocato David Brunelli difensore dell’ ex assessore regionale umbro alla Sanità Luca Barberini, dell’ ex segretario regionale del Pd Gianpiero Bocci e del direttore amministrativo dell’ azienda ospedaliera di PerugiaMaurizio Valorosi, tutti ai domiciliari. “E’ un’ indagine lunga e complessa – ha sostenuto il legale – che dura da più di un anno e proseguirà ancora. E’ troppo presto per poter avere un quadro preciso. Tuttavia, sin da ora posso dire di nutrire forti dubbi sulla sussistenza di esigenze cautelari così marcate da giustificare la misura degli arresti domiciliari a carico dei miei assistiti. Risulta dagli atti che l’attività di indagine era nota quanto meno dal luglio del 2018 e che dal settembre successivo gli indagati erano stati avvisati ufficialmente del procedimento. Rispetto ad allora non capisco quali elementi siano sopravvenuti che abbiano imposto la privazione della libertà di persone”. “Le quali – ha aggiunto l’avvocato Brunelli – hanno continuato a lavorare tranquillamente senza compiere alcun atto tale da inquinare la indagini e senza reiterare gli eventuali reati. Né posso ragionevolmente pensare che abbia una qualche valenza giuridica quello che si legge nella richiesta della Procura, secondo cui l’ imminenza delle elezioni renderebbe più elevato il rischio di reiterazione di reati”.

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