In Consiglio dei ministri arriva l’ok al decreto-sisma: stato d’emergenza prorogato fino al 2020

Dopo il vertice del pomeriggio con governatori e sindaci, la situazione si è sbloccata nella notte. Anci: "Un buon inizio, ora Conte accolga le nostre proposte"

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ROMA – Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori interventi urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici. Lo rende noto il comunicato stampa del Cdm. Tra le principali disposizioni previste, il testo dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza del sisma che ha colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

Il summit nel pomeriggio L’incontro a Palazzo Chigi è durato circa un’ora e mezza: presenti il premier Giuseppe Conte e i governatori e i comuni delle aree terremotate del Centro Italia sul dl Sisma. All’incontro hanno partecipato il sottosegretario Riccardo Fraccaro, il viceministro dell’Interno Vito Crimi, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Alessia Morani. Per i presidenti di Regione sono presenti Nicola Zingaretti (Lazio), Marco Marsilio (Abruzzo), Fabio Paparelli (facente funzioni per l’Umbria), Luca Ceriscioli (Marche). Tra le novità in discussione l’estensione dello stato di emergenza al 31 dicembre 2020, contestualmente all’erogazione, per il 2019, di 380 milioni da attingere al Fondo per le emergenze nazionali e di altri 345 per il 2020. La volontà è quella di migliorare le procedure per la ricostruzione degli immobili privati attraverso un iter più semplice e veloce.

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Il commento dell’Anci Una governance efficace che coinvolga le Regioni colpite dal sisma del 2016 insieme ai Comuni e all’Anci nella ricostruzione; il tema del personale partendo da norme specifiche sulla riclassificazione delle sedi dei segretari comunali per favorire la loro effettiva copertura nelle zone del sisma; ancora la semplificazione delle norme per favorire sia la ricostruzione pubblica che quella privata. Sono questi i temi nodali affrontati nel corso dell’incontro che una delegazione dell’Anci ha avuto oggi pomeriggio a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Conte sul decreto sisma. “Abbiamo molto apprezzato la possibilità offerta dal presidente Conte che ci ha ascoltato prima della predisposizione di un documento che ci riguarda: è un fatto mai accaduto prima e solo per questo da apprezzare”, ha affermato Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente di Anci Marche, che ha guidato la delegazione Anci composta dal segretario generale Veronica Nicotra, e dai sindaci Gianguido D’Alberto di Teramo, Nicola Alemanno di Norcia e Antonio Fontanella di Amatrice. “All’interno del decreto che approda stasera in Cdm – ha aggiunto Mangialardi – ci sono risposte importanti ma come Anci abbiamo avanzato proposte essere utili in fase di conversione per dare una maggiore efficacia a questo strumento normativo”. Nello specifico sul personale l’Anci ha sollecitato anche una nuova dotazione straordinaria di dipendenti tecnici e amministrativi a tempo determinato per rafforzare l’organico degli uffici e ha evidenziato la necessità di assicurare il pronto turnover del personale interessato da ‘Quota 100’. Da parte sua il sindaco di Teramo ha parlato del decreto come “di una buona base di partenza che va però notevolmente ampliato nei contenuti. Abbiamo finalmente ottenuto un provvedimento ma le misure introdotte, seppur positive, non corrispondono a tutte le esigenze”. In particolare, secondo D’Alberto, “vanno sbloccate tutte le funzioni amministrative comunali così da consentire in modo coraggioso l’avvio della ricostruzione pubblica”. A partire dalla proroga dello stato di emergenza che “deve essere almeno triennale per permettere di svolgere una programmazione supportata da garanzie e certezze”, ha sottolineato.

Alemanno Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha ribadito la richiesta avanzata dall’Anci di prevedere una deroga specifica al funzionamento della Conferenza permanente dei servizi per la ricostruzione. “Va permesso alla Conferenza di poter operare in deroga sia alle norme del testo unico edilizio che a quello ambientale”, ha spiegato: “Solo in questo modo le amministrazioni comunali potranno realizzare interventi complessi in territorio distrutti e in piena emergenza”. “Il decreto legge che uscirà dal Cdm sarà probabilmente insufficiente a risolvere le tante problematiche, lo abbiamo fatto presente al Presidente Conte che ha convenuto con noi l’opportunità di intervenire in maniera concreta in fase di conversione”, ha affermato il sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella. “Aspettiamo e vediamo cosa succede, di certo è cominciato finalmente quel dialogo a tutti i livelli istituzionali che è la sola via per uscire dal tunnel di una ricostruzione che, ad oggi, appare ancora troppo complessa”.