Immigrazione, arrestato a Terni pericoloso scafista

E' accusato di aver comandato e condotto, il 4 marzo 2015, un barcone proveniente dalla Libia in cui persero la vita, per annegamento, almeno dieci migranti, tra cui un bambino di due anni

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TERNI – E’ stato arrestato dalla polizia a Terni, dove un mese fa si era sposato con una donna del posto, uno scafista tunisino di 42 anni accusato di aver comandato e condotto, il 4 marzo 2015, un barcone proveniente dalla Libia in cui persero la vita, per annegamento, almeno dieci migranti, tra cui un bambino di due anni.

Ubriaco L’ uomo, ubriaco, aveva continuato a pilotare fino al Canale di Sicilia, nonostante il mezzo, in pessime condizioni, sovraccarico e privo di dispositivi di salvataggio, avesse iniziato ad imbarcare acqua poche ore dopo la partenza dalla Libia. Per questo fatto il tunisino è stato condannato dalla Corte di Assise di Siracusa ad 11 anni e 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 4 milioni e 400 mila euro come risarcimento del danno. Non appena ricevuto il mandato di cattura gli agenti dell’ ufficio immigrazione della questura, che lo monitoravano, lo hanno rintracciato nell’ abitazione della moglie e condotto in carcere.

Carcere L’uomo – è stato accertato – dopo la tragedia aveva scontato un anno di carcere, ma scaduti i termini di custodia cautelare, in attesa del processo, era stato rimesso in libertà. Nel 2016 era stato denunciato per ricettazione e nel 2018 per reati di droga. A Terni, lo scorso luglio, era stato arrestato dalla stradale per aver tentato di evitare un posto di blocco mentre si trovava alla guida di un’ auto in stato di ebbrezza, causando anche un incidente. Per questa vicenda era stato condannato e all’uscita dal carcere era stato espulso e accompagnato al Cie di Bari, dove però, appena arrivato, aveva presentato richiesta di protezione internazionale, in virtù della quale era tornato di nuovo a Terni.

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