Il ritorno di Diego Falcinelli: “Ho un lavoro da finire”

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PERUGIA – Dopo 4 anni sarà di nuovo in sella al suo Grifo. Una questione di cuore per Diego Falcinelli che riabbraccia i suoi tifosi e si prepara a dare il suo contributo in questo nuovo Perugia, la squadra della sua città, quella per cui ha gioito tante volte da spettatore.

“Con Roberto ci siamo sempre sentiti –  esordisce Falcinelli –  da quando sono andato via, gli scrissi un messaggio tempo fa perché avevo delle richieste della serie B e pensare di entrare qui con un’altra maglia non sarebbe stato possibile. È iniziato tutto così…

Sono sempre stato abituato a lavorare per qualcosa di importante. Sono tornato per continuare ciò che è stato interrotto e con la società diamo d’accordo. Non sono più tornato qui perché il play off non mi è andato giù anche se eravamo appena tornati in b. Sono tornato per fare il massimo e non nominiamo altro. Certamente non è un anno di vacanza.

L’8 di Renato Curi? È una maglia a cui do molto valore da perugino. Sono sicurissimo che la onorerò sempre.

La pressione? Fa parte di questo sport. Negli anni di serie A ho imparato a gestirla. Senza pressioni nel calcio fai poco.

Quando ho accettato il mio intento è quello di unire la città e la squadra. Qui c’è tutto per fare bene.

Dai compagni di serie A ho imparato l’intensità negli allenamenti, a dare sempre tutto e mantenere uno standard alto. Il singolo può vincere una, due partite. Gli obiettivi si conquistano con il gruppo.

Venire qui in prestito con un contratto di 3 anni al Bologna mi da fastidio perché io vorrei comunque rimanere qui. L’unico modo è vincere il campionato.

Mihajlovic è un grande uomo e allenatore, a prescindere che mi abbia fatto giocare o meno. È una persona vera è un guerriero. Siamo convinti che ce la farà.

Oddo mi ha chiesto di essere un punto di riferimento. Speravo che me lo chiedesse perché dentro di me vorrei farlo”.