Il Pd verso le regionali: Verini presenta “gruppo di lavoro”, ancora scintille con Ascani

A Perugia il commissario lancia una squadra in vista del voto. Ad Assisi la vicepresidente incontra la minoranza: "In questo Pd non c'è niente di nuovo"

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PERUGIA – Aprire una nuova pagina del Pd umbro, una “forza ancora in piedi”, dopo che la precedente gestione “ha portato al disastro con sconfitte pesanti”, con la “testa alta e girata verso la società” per una casa che va “consolidata, rigenerata e riaperta a tutti quelli che vogliono dare un contributo”: per spiegare come sarà avviata questa fase, il commissario Walter Verini ha tenuto una conferenza stampa in vista delle prossime iniziative e decisioni in particolare per le regionali d’autunno. Al centro la presentazione della nuova squadra, un “gruppo di lavoro” lo ha definito Verini e composto da 16 persone, che supporterà il commissario del Pd umbro. Una sorta di esecutivo ristretto che sostituirà la segreteria che, come il resto del partito, è stata commissariata da quando è scoppiata l’inchiesta sui presunti concorsi truccati. Gruppo non chiuso ma aperto comunque ancora a chiunque e che “non si candida a niente ma lavora per discutere, lanciare idee e rigenerare il partito” ha sottolineato Verini. Sabato prossimo, sarà convocata un’assemblea con tutti i segretari di circolo del partito in Umbria. Contemporaneamente il gruppo di lavoro formerà delle delegazioni che si occuperanno di incontrare parti fondamentali della società civile. Una fase di ascolto – è stato annunciato – che si concluderà a metà luglio quando ci sarà un momento di sintesi, con il Pd umbro “che definirà una piattaforma di idee forti per costruire una fase programmatica di grande apertura con pezzi di società e di centro sinistra”. Successivamente, per Verini “sempre tutti insieme”, sarà deciso il criterio di scelta della leadership e quindi anche il nome del candidato alla presidenza della Regione Umbria. “Bisogna partire dal cosa fare – ha detto ancora -, dai programmi e non dai nomi, dai posti da occupare. Non è più il tempo di considerare il potere come il fine e non crediamo che questa regione sia condannata ad essere governata dal centro destra. Quella del Pd non è una storia criminale, ci sono stati solo episodi che abbiamo condannato”. Il commissario del Partito democratico dell’Umbria ha poi detto la sua in merito alla prima riunione nazionale di “Sempre avanti”, l’associazione di Anna Ascani e Roberto Giachetti, la cosiddetta minoranza riformista del partito, in programma oggi e domani ad Assisi. “Gli incontri dove si discute di politica e di idee sono sempre positivi ma è una riunione di corrente. Io personalmente amo sempre discutere tutti insieme e queste riunioni le farei sempre senza intercapedini, solo dentro al Pd”.

Da Assisi bordate a Zingaretti Di fronte ad una sala gremita da oltre trecento associati provenienti da tutta Italia, il Presidente dell’Associazione Luciano Nobili che nel lanciare l’evento nei giorni scorsi lo aveva definito “evento della minoranza riformista del Partito Democratico che non vuole rinunciare al Dna democratico”, non ha risparmiato più di una stoccata al segretario Nicola Zingaretti. “Si parla di nuovo Pd, Zingaretti ci spieghi come funziona: vedo tanta nostalgia del passato, uno sguardo indietro, alle ‘gioiose macchine da guerra’, al ‘torniamo al bipolarismo’… non vedo novità, solo un vecchio, insopportabile giustizialismo”. Così il deputato Pd Luciano Nobili, presidente dell’Associazione Sempre Avanti, ad Assisi alla convention dell’area renziana di Roberto Giachetti ed Anna Ascani. Solidarietà a Luca Lotti, “oggetto di vergognose parole e comportamenti da compagni di partito”, ha affermato Nobili. “L’unica cosa nuova nel Pd è una minoranza che non fa il fuoco amico su chi ha vinto il congresso, diversamente dal passato – ha detto Nobili, con Giachetti e la vicepresidente Pd Anna Ascani accanto a lui -. Ma la nostra lealtà ha un limite che si chiama pazienza. Alcuni esponenti della maggioranza Pd dicevano in campagna elettorale ‘dovremmo fare un accordo con M5S’, mentre noi ci siamo concentrati sulla campagna. L’unico allargamento sono stati D’Alema e Bersani. D’ora in poi saremo leali ma intransigenti”.