Il cardinale Bassetti e la politica: “E’ necessario un nuovo impegno dei cattolici”

L’arcivescovo di Perugia e presidente della Cei lo ha detto in un’intervista ad Avvenire

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Il cardinale Gualtiero Bassetti

PERUGIA – «Faccio mie – dice il presidente della Cei – le parole di papa Francesco: “È necessaria una nuova presenza di cattolici in politica. Una nuova presenza che non implica solo nuovi volti nelle campagne elettorali, ma principalmente nuovi metodi che permettano di forgiare alternative che contemporaneamente siano critiche e costruttive”». È uno dei passaggi salienti dell’intervista al card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che Avvenire ha pubblicato ieri, sabato 9 novembre. «L’Italia – prosegue il cardinale – ha più che mai bisogno di laici cattolici che abbiano un’identità salda e chiara, che sappiano dialogare con tutti, che non siano eterodiretti, che siano in grado di costruire reti di impegno e che si assumano la responsabilità di rispondere alle “attese della povera gente”, direbbe Giorgio La Pira». Il sindaco “santo” di Firenze è figura cara a Bassetti.

Odio Altro passaggio importante dell’intervista è quello in cui affronta il tema dell’odio e dell’antisemitismo. «“Un cristiano non può essere antisemita”, ha ricordato recentemente papa Francesco, come non può essere un seminatore di odio – sottolinea Bassetti –. Su internet e nelle reti sociali l’anonimato ha partorito gli hater, gli odiatori. Come cittadini, come Chiese e come vescovi, non possiamo che condannare ogni atteggiamento o intervento che semina a piene mani disprezzo, inimicizia, ostilità. Azioni e parole dettate dal rancore sono un peccato contro Dio e contro l’umanità e sono in netta antitesi con il “comandamento dell’amore” che Cristo ci consegna e che racchiude l’intero messaggio del Vangelo. Quando si sostituisce il Signore con l’idolatria dell’odio, si arriva alla follia di sterminare l’altro. Proviamo timore e dolore verso ogni forma di antisemitismo che deve essere combattuta senza esitazioni. E non possono essere consentiti i silenzi, le mancanze o le astensioni».