La liquidazione di Hoepli: un evento significativo per la cultura italiana
La decisione di liquidare la storica casa editrice Hoepli, attiva da 156 anni, rappresenta un colpo duro per il panorama culturale italiano. La società, fondata nel 1870 a Milano da Ulrico Hoepli, ha annunciato il suo processo di liquidazione volontaria il 10 marzo 2026, a seguito di un’assemblea dei soci che ha preso in considerazione la situazione complessiva dell’azienda.
La liquidazione è stata decisa dopo un’attenta riflessione sui risultati finanziari negativi e sui conflitti interni che hanno caratterizzato l’azienda negli ultimi anni. La gestione del processo sarà affidata all’avvocato Laura Limido, che si occuperà di garantire che le operazioni si svolgano in modo ordinato e nel rispetto delle normative vigenti.
Attualmente, Hoepli impiega 89 lavoratori tra la libreria e la casa editrice. La notizia della liquidazione ha suscitato forti reazioni tra i dipendenti, che hanno organizzato uno sciopero e un flash mob per protestare contro la decisione. Giovanni Nava, che detiene il 30% delle azioni della società, ha espresso il suo dispiacere per la scelta della maggioranza dei soci, sottolineando che la liquidazione non è l’unica soluzione possibile.
La decisione di liquidare Hoepli è stata motivata dalla volontà di evitare la dispersione del patrimonio aziendale, un aspetto che ha suscitato preoccupazione tra i soci e i dipendenti. Infatti, la casa editrice è riconosciuta come un sito di patrimonio culturale a Milano, e la sua chiusura rappresenterebbe una perdita significativa per la comunità.
In un contesto di crescente preoccupazione, è emersa anche una petizione per proteggere Hoepli, che ha già raccolto oltre 12.000 firme. Questo segnale di sostegno da parte del pubblico evidenzia l’importanza della casa editrice non solo come attività commerciale, ma anche come simbolo della cultura e della storia milanese.
“Viene ufficializzata e prende corpo l’ipotesi peggiore”, ha commentato Paolo Zanetti, evidenziando il senso di impotenza che molti provano di fronte a questa situazione. D’altra parte, Beppe Sala ha auspicato che il senso di responsabilità prevalga sui dissapori interni, sottolineando l’importanza di trovare una soluzione che possa preservare l’eredità culturale di Hoepli.
Con la liquidazione di Hoepli, si chiude un capitolo importante della storia editoriale italiana. Dettagli rimangono non confermati riguardo alle possibili conseguenze a lungo termine di questa decisione e a come verranno gestiti i beni e le risorse della casa editrice. La comunità attende ulteriori sviluppi su questa vicenda che ha già suscitato un ampio dibattito pubblico.