“Quello che accade oggi non mi piace, la violenza, la sopraffazione. Sfortunatamente lascio a voi questo mondo di m***a”, ha dichiarato Gino Paoli, poco prima della sua scomparsa avvenuta il 24 marzo 2026 a Genova. L’artista, nato a Monfalcone il 23 settembre 1934, è considerato uno dei personaggi chiave della canzone d’autore italiana.
Paoli è morto nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata. La sua famiglia ha comunicato: “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”.
Nel corso della sua carriera, Paoli ha scritto canzoni indimenticabili come “Senza fine”, “Il cielo in una stanza” e “Sapore di sale”, quest’ultima considerata la più famosa della sua carriera e una delle più cantate di sempre in lingua italiana.
Gino Paoli è stato anche un politico, eletto deputato nel 1987 nelle file del PCI. La sua vita è stata segnata da eventi significativi, tra cui un tentativo di suicidio nel 1963 e un ritorno trionfale nelle classifiche musicali nel 1985 con “Una lunga storia d’amore”.
Oltre alla sua carriera musicale, Paoli ha lavorato come discografico, contribuendo a lanciare la carriera di Lucio Dalla. Nel 2013 è diventato presidente della SIAE, carica da cui si è dimesso nel 2015 dopo essere stato indagato per evasione fiscale.
Gino Paoli è anche noto per la sua lunga relazione con Ornella Vanoni, un’altra icona della musica italiana. La sua influenza sulla musica e sulla cultura italiana è innegabile, e il suo lascito continuerà a vivere attraverso le sue canzoni.
La sua morte segna la fine di un’epoca per la canzone d’autore italiana, ma le sue parole e la sua musica rimarranno nel cuore di molti. Dettagli rimangono non confermati.