Fulignati e Nicolussi Caviglia a Perugia per giocarsi le proprie carte

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PERUGIA – Che sia un Grifo giovane lo dicono i numeri che mettono la squadra biancorossa in cima a questa speciale graduatoria, ma i volti  di Andrea Fulignati e soprattutto di Hans Nicolussi Caviglia lo stanno a testimoniare, così come la freschezza delle dichiarazioni che si combina bene con la voglia di emergere.

Il giovane centrocampista aostano, classe 2000, vuole sfruttare questa opportunità per salire nelle gerarchie bianconere dopo qualche apparizione in prima squadra a fianco di grandi campioni.

“Sono una mezzala – esordisce Nicolussi Caviglia -, ma la caratteristica più importante è la duttilità soprattutto per un calciatore moderno. Vorrei essere disponibile per il mister su tutti e 3 i ruoli del nostro centrocampo.

Ringrazio la Juve e anche il Perugia per questa opportunità. nei mesi in prima squadra a Torino ho cercato di imparare tanto soprattutto da Pjanic che mi ha dato consigli importanti. Quando ho saputo di Perugia sono stato subito felice per la piazza, ma soprattutto perché qui si lanciano i giovani e perché il gioco di Oddo secondo me si addice bene alle mie caratteristiche. Mi sto appassionando a questa maglia e sicuramente darò il massimo. Sono pronto per esordire se il mister lo riterrà opportuno, penso che la gara di Firenze sia stato un buon test”. 

Il ventiquattrenne Fulignati, vuole giocarsi le sue chance pensando anche al futuro in biancorosso. “Sono arrivato in prestito ma fino alla scadenza del contratto per cui è come se fossi qui a titolo definitivo. Cerco di essere un portiere adeguato al calcio di oggi. Mi piace uscire e su questo devo e voglio migliorare perché è una caratteristica importante. Oggi non ci sono primi e secondi portieri, tutte le squadre hanno due portieri di livello. Il calcio è fatto di momenti e l’importante è farsi trovare pronti. Se fossi dovuto partire da casa per fare il secondo per forza non starei venuto. Ad inizio ritiro non pensavo di muovermi poi quando c’è stata questa opportunità non mi sono tirato indietro. 

Mi piace parlare molto con i miei compagni e con lo staff. Confrontarsi è sempre utile per crescere e lavorare meglio. Ruggero ha delle qualità importanti, deve crescere. Con Angella che è del mio paese ci siamo sentiti per un mese prima di arrivare. Poi, quando ho firmato, mi ha scritto “Montelupo regna”. Handanovic è un modello da seguire perché in questi anni si è fatto sempre trovare pronto e si è adattato a tutti gli allenatori che ha avuto”.

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