Festa di San Benedetto a Norcia tra post terremoto e coronavirus

Monsignor Renato Boccardo: "Emergenza sanitaria non distolga attenzione da urgenze terremotati"

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NORCIA – Sabato 21 marzo la chiesa celebra San Benedetto da Norcia: la città del santo si prepara a vivere la festa tra la ricostruzione post terremoto, che stenta a partire, e  l’emergenza coronavirus. Il messaggio dell’arcivescovo di Spoleto Norcia, monsignor Renato Boccardo in occasione della festa del patrono. 

Attenzione per i terremotati Una festa che, da dopo il terremoto che ha ferito la città, viene celebrata in tono minore. Quest’anno, inoltre, “si aggiunge la precarietà e l’impotenza che tutti esperimentiamo di fronte ad un nemico subdolo e invasivo e particolarmente dannoso come il coronavirus”, commenta il vescovo della diocesi di Spoleto Norcia, monsignor Renato Boccardo. “La conseguente doverosa assunzione di modalità di comportamento per contrastarne la diffusione – aggiunge il presule -, ci fa sentire ancora più vulnerabili e indifesi, venendo a sovrapporsi ad una situazione già fragile, che genera pericolosamente solitudine e isolamento”. Monsignor Boccardo chiede che “la giusta e necessaria attenzione all’emergenza sanitaria in corso” non distolga l’attenzione dalle “urgenze dei nostri territori o – peggio – costituisse un alibi per ulteriori ritardi”, riferendosi alla lentezza con cui si procede nella ricostruzione dei paesi feriti dal sisma del 2016. 

Ritardi sulla ricostruzione “In un giorno tanto significativo per la comunità nursina non possiamo non rilevare ancora una volta – ha detto ancora il presule – le gravi incongruenze che hanno accompagnato questo tempo: in meno di quattro anni dal sisma siamo al quarto commissario straordinario; mentre in Cina in 12 giorni sorge dal nulla un ospedale specializzato e a Genova la ricostruzione del ponte Morandi, a meno di due anni dal crollo, procede a ritmo serrato. In Valnerina – aggiunge Boccardo – da quel 30 ottobre 2016 son passati 873 giorni e siamo al punto in cui siamo, a ricordare l’utopia del ‘non vi lasceremo soli’ e gli slogan buoni per i social network, a sognare e domandare ancora e sempre poche parole e molti fatti”.   

Cantiere Basilica fermo Monsignor Boccardo ha voluto accendere il riflettore sulla “dolorosa situazione” di circa 1.700 persone ancora fuori casa in abitazioni provvisorie, con la difficoltà di realizzare anche minime opere senza infrangere leggi e decreti. Un territorio che si sta spopolando – denuncia il presule, con giovani che vanno via e le aziende che chiudono o si trasferiscono. Inoltre, con l’emergenza coronavirus, arriva un nuovo stop ai cantieri delle basiliche di San Benedetto, di Santa Maria Argentea, di San Salvatore a Campi e di diverse altre chiese. “E da troppi mesi – conclude il vescovo – che si attende il risultato delle perizie geologiche che permettano di dare il via alla messa in sicurezza definitiva e al consolidamento della rupe che sovrasta il complesso abbaziale di Sant’Eutizio”.