Export, allarme della Cgil: “Nel primo semestre brusca frenata”

Il dato Istat del +1,8% arriva dopo un anno di crescita in doppia cifra

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PERUGIA – In questi anni nella nostra regione le esportazioni hanno per lungo tempo costituito una delle poche voci positive in una situazione conclamata di crisi strutturale. Lo dimostrano i dati recenti relativi al 2018 che parlano di un aumento costante che ha avuto questa dinamica: +6.7% nel II trimestre 2018, +13.6% nel III trimestre 2018, +10.8% nel IV trimestre 2018. Questo trend ha però subito una brusca frenata nel I semestre 2019. Lo dice con nettezza l’ultima rivelazione ISTAT che parla di un incremento inchiodato solo ad un +1.8%. Infatti, nei primi sei mesi dell’anno in corso le esportazioni ammontano a 2.146 milioni, con un aumento rispetto all’anno precedente di un +2.3% versi i Paesi U.E. e un +0.9% verso i paesi extra U.E. Ma se andiamo a guardare le articolazioni produttive in cui sono suddivise le esportazioni della nostra regione, risultano evidenti i punti di difficoltà. Infatti, se continua ad esserci un aumento per quanto riguarda i prodotti agricoli (+10.2%), per quelli della gomma plastica +23.8%, quelli alimentari +3.2%, quelli tessili +8.9%, risalta in maniera fortemente critica la riduzione consistente dei beni legati ai mezzi di trasporto -23.4%.

Ires Cgil Da qui l’allarme dell’Ires, l’Istituto di Ricerche Economiche e Sociale della Cgil. “In questo ambito, dove si può collocare il settore dell’automotive, molto forte in alta Umbria, si riscontrano gli effetti negativi della politica trumpiana dei dazi e della crisi industriale della locomotiva tedesca, che ha legami molto forti con molte aziende della nostro regione. Se non si riuscirà ad invertire a livello globale tale nefasta politica economica, gli effetti negativi sulla nostra regione rischiano di essere ancora più pesanti nei prossimi mesi. Effetti negativi sul terreno produttivo che, non a caso trovano riscontro anche nel calo dei consumi. Infatti nello studio presentato da Coop Italia l’11 settembre a Milano, in un quadro complessivo di stagnazione dei consumi a livello nazionale, risulta che nel 2018 la spesa media familiare mensile nella nostra regione, si sia fermata a 2.282€ (-2.2% rispetto all’anno precedente). Tutto questo mentre a livello nazionale la spesa media familiare mensile corrisponde a 2.571€ (+0.3% rispetto all’anno precedente)”.