Negli ultimi decenni, l’estate italiana ha cambiato struttura, non solo in termini di temperatura. L’anticiclone africano, che porta aria più calda e umida dal Sahara verso il Mediterraneo, sta diventando sempre più predominante. Questo fenomeno ha portato a un aumento dei giorni con temperature oltre i 35-40°C, rendendo l’estate italiana sempre più calda.
Il 2003 è stato un anno estremo, ma oggi la base di partenza è diversa. Molti degli ultimi anni sono stati tra i più caldi mai registrati in Italia, con un aumento delle temperature medie a Roma di 3.6°C dal 1960. Le notti tropicali, con minime sopra i 20°C, sono aumentate in molte città italiane, come Milano, dove nel 2022 si sono registrate 100 notti con minime oltre i 20°C.
Recentemente, il Ministero della Salute ha attivato sistemi di allerta caldo per molte città, evidenziando l’importanza di monitorare le condizioni meteorologiche. Attualmente, in Campania, è in vigore un’allerta meteo di colore ‘giallo’ per rischio idrogeologico localizzato, con precipitazioni locali e venti forti nordorientali previsti dal 31 marzo al 1 aprile.
Le temperature massime durante Pasqua sono state di 21-22°C al Centro-Nord e di 18-20°C al Sud, segnalando un inizio di primavera caldo. Tuttavia, le ondate di calore aumentano la mortalità totale, soprattutto negli over 65, e gli effetti dell’anticiclone africano si fanno sentire con maggiore intensità.
Osservatori e ufficiali meteo prevedono che l’estate 2026 continuerà a mostrare questi trend, con un aumento delle temperature e un numero crescente di giorni estremi. Le città come Milano e Roma, che mostrano un forte effetto di isola di calore urbana, potrebbero affrontare sfide significative in termini di salute pubblica e gestione delle emergenze.
Il riscaldamento globale modifica la circolazione atmosferica e rafforza le alte pressioni subtropicali, rendendo le estati italiane sempre più calde e secche. Dettagli rimangono non confermati riguardo a eventuali cambiamenti nelle politiche di gestione del caldo e delle emergenze.