A Napoli, l’aumento dei casi di epatite A ha destato preoccupazione, con 117 contagi registrati dal gennaio al 17 marzo 2026. Questo virus, che può essere veicolato anche attraverso alimenti come i frutti di bosco, ha portato le autorità sanitarie a raccomandare cautela, in particolare riguardo al consumo di molluschi bivalvi come cozze e vongole.
Il virus dell’epatite A è noto per la sua resistenza alle basse temperature e non viene eliminato dal congelamento. Infatti, durante un’epidemia tra il 2013 e il 2015, 1.787 persone in Italia furono colpite da epatite A legata ai frutti di bosco surgelati. Matteo Bassetti, esperto in malattie infettive, ha affermato: “Il vaccino evita ogni tipo di problema e di contagio.” Questo sottolinea l’importanza della vaccinazione per prevenire l’infezione.
In risposta all’aumento dei casi, è stato vietato a Napoli la vendita di frutti di mare crudi nei ristoranti e nei chioschi. I mitili, che filtrano tra i 5 e i 7 litri di acqua marina ogni ora, possono accumulare virus e contaminanti, rendendo il loro consumo rischioso se non adeguatamente cotti. La legge italiana richiede che i mitili siano trattati in centri autorizzati per garantire la sicurezza alimentare, ma questo non elimina completamente il rischio.
I numeri
Il periodo di incubazione dell’epatite A varia da 15 a 50 giorni, il che rende difficile tracciare rapidamente i contagi. I sintomi più frequenti includono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero. È fondamentale che i consumatori siano informati sui rischi associati al consumo di molluschi bivalvi crudi o poco cotti.
Inoltre, i frutti di bosco surgelati devono essere bolliti per almeno due minuti prima del consumo per inattivare il virus. Questo è un passo cruciale per evitare contaminazioni, poiché il congelamento non elimina i virus, come sottolineato da esperti nel settore.
Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione, ma i consumatori devono essere vigili. L’acquisto di mitili venduti sfusi espone i consumatori a un potenziale rischio biologico e chimico. Dettagli rimangono non confermati riguardo a ulteriori misure che potrebbero essere adottate per garantire la sicurezza alimentare nella regione.