Cos’è successo
Il caso di Emanuela Orlandi, la quindicenne scomparsa a Roma il 22 giugno 1983, è tornato alla ribalta grazie alle recenti dichiarazioni del procuratore Giovanni Malerba. Durante un’audizione presso la commissione bicamerale di inchiesta, Malerba ha descritto la situazione come un “sofisticato depistaggio”, simile a quello del caso Ustica. Ha evidenziato come le indagini siano state ostacolate da depistaggi e da un ambiente che potrebbe essere legato al Vaticano.
Perché è importante
La scomparsa di Emanuela Orlandi ha segnato un capitolo controverso della storia italiana, caratterizzato da silenzi e verità mai emerse. Il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, continua a cercare risposte e giustizia, e il suo impegno è stato recentemente messo in luce attraverso un monologo teatrale intitolato “Pietro Orlandi, fratello”, che si svolgerà a Vico del Gargano. Questo spettacolo non solo ricorda la vicenda, ma sottolinea anche l’importanza della memoria e dell’impegno civile.
Cosa succederà dopo
Il monologo, scritto e diretto da Giovanni Franci, si terrà il 28 febbraio e il 1° marzo, e rappresenta un’opportunità per riflettere su un caso che rimane irrisolto nonostante le numerose indagini. Pietro Orlandi, pur essendo impegnato in altri eventi, continua a essere una figura centrale nella ricerca della verità riguardo alla scomparsa di sua sorella. La questione di Emanuela Orlandi rimane aperta, con la speranza che nuove informazioni possano emergere nel futuro.