Le elezioni legislative in Ungheria si svolgeranno il 12 aprile 2026, con Viktor Orbán, attualmente al potere dal 2010, che si prepara a affrontare il suo sfidante, Péter Magyar. Questo evento politico è visto come un referendum sulle politiche di Orbán, che ha cercato di limitare i diritti civili e la libertà di espressione nel paese.
Secondo recenti sondaggi, il 68% degli elettori ungheresi si fida dell’Unione Europea, nonostante le tensioni tra Orbán e Bruxelles. Orbán ha anche suscitato polemiche per il suo sostegno al candidato romeno George Simion, noto per la sua retorica anti-ungherese, e ha accusato l’Ucraina di tentato sabotaggio riguardo al gasdotto Balkan Stream.
Fidesz, il partito di Orbán, gode di un ampio supporto tra le minoranze ungheresi all’estero, con una percentuale di consensi che raggiunge il 90%. Tuttavia, le elezioni del 2026 potrebbero rivelarsi decisive, dato che Orbán ha governato ininterrottamente per 16 anni, con una breve parentesi tra il 2002 e il 2010.
Le minoranze ungheresi in Romania, che rappresentano circa il 5% della popolazione, e quelle in Serbia, circa 300.000 persone, sono attese a giocare un ruolo significativo nel voto. In Transilvania, la percentuale della popolazione ungherese è del 20%, e il supporto per Fidesz è forte tra queste comunità.
Recentemente, il parlamento ungherese ha approvato una legge ‘anti-Pride’, che ha sollevato preoccupazioni tra i gruppi per i diritti civili. Queste azioni hanno portato a critiche sia a livello nazionale che internazionale, con esperti come Adnan Čerimagić che affermano che “l’Ungheria di Orbán ha spesso giocato un ruolo destabilizzante in Bosnia Erzegovina”.
La campagna elettorale è già in corso e le reazioni sono varie. Srđan Cvijić ha descritto le recenti manovre politiche come “un’operazione di false flag fallita miseramente”, mentre Péter Techet ha osservato che “quasi tutte le minoranze votano per Fidesz, perché spesso chi è critico nei confronti di Orbán non vota proprio”.
Con l’avvicinarsi delle elezioni, l’attenzione si concentra su come le politiche di Orbán e le sue relazioni con le minoranze ungheresi influenzeranno il risultato finale. Dettagli rimangono non confermati riguardo a eventuali alleanze o strategie che potrebbero emergere nei prossimi mesi.