Elezioni suppletive: quattro candidati in corsa con sorpresa

Oltre ai tre candidati del centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 stelle, nelle ultime ore, arriva anche Armida Gargani per Riconquistare l’Italia

0
128
Un seggio elettorale

PERUGIA – Il prossimo 8 marzo saranno oltre 60 i Comuni dell’Umbria chiamati a scegliere il nuovo sentore che siederà a Palazzo Madama al posto di Donatella Tesei, dopo la sua elezione a Presidente della Regione. Sono quattro le candidature alle quali la Corte d’Appello di Perugia ha dato il via libera.

I candidati Gli Umbri del collegio 2 saranno chiamati a scegliere tra la consigliera regionale della Lega Valeria Alessandrini, sostenuta dal centrodestra unito; Roberto Alcidi,  del Movimento 5 stelle; Maria Elisabbetta Mascio, dirigente scolastica sostenuta dal Partito democratico e da Sinistra civica verde. Ai candidati si è aggiunta, nelle ultime ore, anche Armida Gargani per Riconquistare l’Italia, movimento sovranista che si era presentato anche alle regionali del 27 ottobre.

La protesta dell’Ordine dei giornalisti I nomi dei candidati per le elezioni suppletive dell’8 marzo sono stati depositati alla Corte d’appello di Perugia, che ha dato il via libera, ma non ha fornito informazioni in merito alla vicenda. La denuncia è arrivata dall’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria che ha deciso di pubblicare una nota sul proprio sito “a fronte del reiterato e immotivato silenzio informativo circa i nomi e le dinamiche istituzionali dei candidati alle elezioni suppletive, pure a fronte di precise e ripetute richieste di informazioni da parte dei cronisti”. L’Ordine “stigmatizza il comportamento adottato dai funzionari della Corte d’Appello di Perugia che hanno deciso di ‘blindare’ ogni possibile canale comunicativo con gli organi di informazione e quindi con l’opinione pubblica”. A fronte di ciò il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, Roberto Conticelli, richiederà un incontro urgente con il presidente della Corte d’Appello di Perugia per valutare insieme la natura di tale comportamento e le conseguenze, anche di carattere costituzionale, che ciò ha prodotto. “Ricordiamo che quello delle elezioni è un momento di democrazia che non può e non deve sfuggire al vaglio dell’opinione pubblica attraverso la mediazione dei professionisti dell’informazione – scrivono dall’Ordine -. Ancora una volta dobbiamo prendere atto con rammarico che organi istituzionali chiamati per loro natura e per precise disposizioni di legge al dialogo con la collettività, preferiscono invece un riserbo del tutto ingiustificato. Dell’accaduto è stato già informato il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti per le eventuali valutazioni che vorrà adottare”.