Elezioni regionali, gli strali estivi del presidente Paparelli (GUARDA VISTO A UMBRIA RADIO)

Bordate alla Lega, ma anche a #Renzi. Tutti temi commentati da sotto il palazzo della Regione Umbria

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Il presidente della Giunta regionale Fabio Paparelli

PERUGIA – Le “riflessioni d’agosto”, con “il caldo può giocare brutti scherzi” di Fabio Paparelli, pubblicate stamani con un post sul suo profilo Facebook, rischiano di incendiare la già incandescente estate politica del centrosinistra umbro. Anche se il presidente della Regionw non dimentica di lanciare bordate anche al centrodestra, sponda Lega. Anzi, inizia proprio dal partito di Matteo Salvini che “fa cadere il governo, fregandosene degli interessi degli italiani e degli umbri, nel timore di dover fare una finanziaria lacrime e sangue”, scrive Paparelli. E rincara la dose: “Lascia in eredità l’aumento dell’Iva al 26%, la bufala della flat tax, il fallimento del reddito di cittadinanza come forma di lotta alla povertà e il fallimento di una quota 100 che tale non è stata e anzi è durata come una meteora”.

E dai piani nazionali scende su quelli locali, e approda nella sua città di origine, Terni: qui – scrive il presidente “la giunta Latini, con il suggeritore-commissario Saltamartini, decide per il monocolore con conseguente suicidio della Lega (bene) e della città (male). E non ha più la maggioranza in consiglio”. Poi, restando sul pianeta Lega, se la prende anche con Donatella Tesei, lanciata da Salvini quale candidata alla presidenza della Regione in vista della tornata elettorale del prossimo 27 ottobre: “In Umbria – si legge nel post – si appresta a candidare alla Regione un ex sindaco che come prova di se ha lasciato una voragine debitoria al Comune che ha governato”. E fin qui, prendendosela con gli avversari politici, Paparelli sta nel gioco delle parti. Che rischia di diventare massacro quando affonda sul suo vecchio “alleato”, Matteo Renzi che a detta del governatore “non trova di meglio che rinnegare se stesso (se il Pd si fosse alleato con i 5S minacciava scissioni e ora minaccia il contrario) e dividere il centrosinistra. Qualche politico locale – rincalza – tenta di cavalcare l’onda civica Fora causando distinguo inopportuni”. Poi torna indietro di qualche decennio per essere ancor meglio compreso (?): “Del resto in pieno fascismo, poco meno di 100 anni fa, accadeva lo stesso. Spero – conclude Paparelli – che la storia non si ripeta. Democratici e responsabili hanno per una volta il dovere etico e politico di essere uniti guardando oltre il proprio ombelico”. Intanto fuori continuano a esserci quasi 40 gradi.

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