Dimissioni Marini, parla Verini: “È una persona per bene, Pd ferito ma si rialzerà”

Il commissario del Pd umbro incontra la stampa nel day after, difende l'ormai ex governatrice e attacca Salvini: "No a chi viene qui a portare odio"

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di Francesco Mariucci

PERUGIA – È stato il commissario del Pd umbro Walter Verini ad incontrare i giornalisti mercoledì mattina, nella sede del partito a Perugia. Un gesto che fa seguito alle dimissioni della ormai ex presidente Catiuscia Marini, arrivate ieri sera dopo giorni di tentennamenti. Una scelta però “del tutto personale”, come ha chiarito Verini in apertura. “La scelta delle dimissioni non è stata chiesta dal Pd” scandisce categorico il commissario. “Conosco Catiuscia da 30 anni, è una persona per bene e ha sempre anteposto l’interesse delle istituzioni a quello personale. Lei stessa responsabilmente ha dato questo segnale, per l’interesse dell’Umbria, per togliere fango e polemiche”. Insomma, le dimissioni secondo Verini sono “un gesto doloroso ma coerente”.

Capitolo amministrative La domanda che in tanti si fanno al momento è con quale faccia e con quale spirito si affaccerà il Pd alla campagna elettorale per le amministrative di fine maggio? Qui Verini batte forte su un punto già ribadito nei giorni scorsi: “L’Umbria non è una regione di malaffare. Noi siamo in grado di vergognarci davanti a queste intercettazioni, e i valori di trasparenza ed onesta fanno parte del nostro Dna. Abbiamo deviato, ma noi siamo quelli di quei valori e riusciremo a superare i nostri errori”. Forse anche per questo il Pd in molte città (Perugia e Foligno su tutte) si è affidato a candidati civici, estranei alla militanza politica. “Tutto il partito darà un segnale di freschezza e unità” dice Verini, senza negare una stilettata alle correnti interne, o come li definisce lui, ai pezzi di partito che non condividono i nomi dei candidati. “Cos’altro deve succedere? Facciamoci passare i mal di pancia perché in gioco c’è il futuro di questa regione”.

L’attacco a Salvini Poi l’attacco al ministro dell’Interno Matteo Salvini, che mercoledì alle 17 sarà a Perugia. “Non so con quale felpa verrà Salvini a Perugia ma sicuramente sarà qui con il suo solito atteggiamento cinico e sciacallesco. Oltre che lucrare su quello che è successo, pur se lo posso capire, anche se ho ribrezzo, vorrei che da vicepresidente del Consiglio e da ministro, prima che da capo partito, ci dicesse alcune cose che riguardano l’Umbria”. I temi caldi sul tavolo in questo caso sono il futuro dell’Ast di Terni, l’area di crisi complessa Terni-Narni, la ricostruzione post terremoto, la situazione delle aziende subappaltatrici dopo la crisi della Astaldi. “Salvini dovrebbe dare risposte su questo, visto il suo ruolo di vicepremier, e non venire qui a fare il capo partito”. Secondo il commissario, il leader della Lega “sparge quotidianamente germi d’odio, razzismo, emarginazione. Tutte cose che non fanno parte di questa regione”. In questa fase dunque, per i dem è imperativo guardare al futuro dell’Umbria come un partito unito, e lasciare “chilometri indietro le aspirazioni personali”.