Diego, il numero 8 e quell’estate in bianco e nero

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PERUGIA – Il ritorno che sembrava impossibile si è concretizzato in un pomeriggio di inizio settembre e, come una ventata fresca autunnale che spazza via l’atmosfera rallentata di Agosto, ha acceso un ambiente che si stava progressivamente caricando di aspettative per i primi risultati positivi e una campagna acquisti partita bene e continuata meglio. Diego Falcinelli non è la classica ciliegina sulla torta, quella che decora soltanto un dolce dove la sostanza è altra, è un’operazione dalle mille sfaccettature tecniche e ambientali, è la leva per poter mettere il marchio ad una nuova epoca biancorossa e voltare pagina dopo annate positive ma ormai divenute un cliché in ribasso.
Sarà gloria? impossibile dirlo oggi, ma il tentativo sembra ben impostato, come quello di un ciclista che alle prime rampe della salita si alza sui pedali senza indugio gettando la maschera senza attendere tempi migliori nella pancia del gruppo.
Se poi è vero che nel calcio i simbolismi contano, quella maglia numero 8 tenuta tra le mani è come un flashback che ci riporta tutti ad una stagione passata, di ripartenza, in bianco e nero. Era l’estate del 1974.

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