Todi, giro di false cittadinanza: indagati 2 dipendenti comunali

Inchiesta dei carabinieri di Todi, nei guai altre 6 persone

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Una pattuglia dei carabinieri

PERUGIA – Documenti falsi dal Brasile che attestavano l’esistenza di un antenato italiano per ottenere la cittadinanza; denaro e regali per snellire le pratiche  burocratiche. È quanto scoperto dai carabinieri della compagnia di Todi nell’ambito di un’inchiesta, avviata nel 2017 nella quale sono indagati due dipendenti del Comune di Todi nei confronti dei quali è stato emesso un provvedimento interdittivo dal pubblico ufficio per 12 mesi. Nell’inchiesta della procura di Spoleto risultano indagati altri 4 dipendenti pubblici e 2 titolari di agenzie di pratiche amministrative.

L’accusa, a vario titolo, è di falsità ideologica e materiale in atti pubblici e documenti informatici, istigazione alla corruzione e corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. I militari stanno verificando tra le 80 e 90 pratiche di concessione di cittadinanza attraverso lo “jus sanguinis”, cioè la discendenza fino alla quarta generazione da cittadini italiani trasferiti all’estero e che non abbiano rinunciato alla cittadinanza italiana. L’indagine ha riguardato le domande avanzate da cittadini brasiliani che in una settimana, rispetto a tempi burocratici più alti, ottenevano il certificato di residenza. Secondo le stime dei carabinieri il costo della pratiche si aggirava tra i 7 e i 10mila euro.

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