‘Dialogus’. Musica e Arte all’Accademia di Perugia

Tre appuntamenti a partire da questa domenica 9 febbraio, alle ore 11, organizzati dall'Accademia di Belle Arti 'Pietro Vannucci' assieme ad UmbriaEnsemble presso l’Aula dell’Ercole Farnese

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Uno dei concerti della scorsa edizione dei matinée musicali all'Accademia di Belle Arti di Perugia

PERUGIA- Dialogus. Musica e Arte dal Neoclassicismo al Futurismo, è il titolo scelto per la seconda edizione dei matinée musicali organizzati dall’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia assieme ad UmbriaEnsemble. Tre appuntamenti a partire da questa domenica 9 febbraio alle ore 11, che si svolgeranno presso l’Aula dell’Ercole Farnese, presentando un variegato programma che sarà ogni volta differente per tipologia e approfondimenti storico-artistici a cura del direttore dell’Accademia, il professor Emidio De Albentiis.
Una iniziativa pensata per far conoscere la storia dell’antica istituzione, per aprire le porte alla cittadinanza così da rendere fruibile un gioiello incastonato in un importante complesso storico della città di Perugia, quello di San Francesco al Prato.

Si inizierà il 9 febbraio con due gruppi di musica da camera, UmbriaEnsemble e il Quartetto Viotti che eseguiranno brani di Joseph Haydn e Johann Peter Salomon, intramezzate da una rilettura dell’azione artistico-culturale di tre grandi Direttori dell’Accademia dell’800: Baldassarre Orsini, Carlo Labruzzi e Tommaso Minardi. Il programma proseguirà il 23 febbraio con il Duo Charigot, composto dalla pianista Alessia Cecchetti e dal tenore Francesco Marcacci, che presenteranno un insieme di arie del secondo Ottocento con alcuni pezzi per pianoforte solo. In questo secondo appuntamento i protagonisti dell’approfondimento storico-artistico saranno due altri importanti direttori dell’Accademia, Francesco Moretti e Luigi Carattoli. Il 15 marzo, a conclusione dell’intero ciclo, sarà ancora la volta di UmbriaEnsemble che, insieme al pianista Marco Scolastra (in un programma separato per esecuzione ma unito negli intenti), li vedrà impegnati in un ampio florilegio di musica futurista, mentre Emidio De Albentiis parlerà di Gerardo Dottori, con particolare riguardo a come il grande pittore interpretò il suo compito di Direttore dell’Accademia.

 

 

 

 

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