Decreto dignità, a rischio 160 lavoratori di Umbria salute

L'appello dei sindacati: "Essenzialità dei servizi svolti: necessità di intervento della Regione"

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PERUGIA – Posti di lavoro a rischio per 160 addetti di Umbria Salute, azienda che si occupa del servizio Cup e di amministrazione. L’allarme è stato lanciato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, insieme a Nidil Cgil, Felsa Cisl e Ultemp dell’Umbria che, in una nota congiunta, sottolineano come “il decreto, voluto come strumento contro la precarietà, rischia di generare un effetto opposto a quello voluto dal legislatore”.

Umbria Salute Nell’azienda che supporta le aziende sanitarie regionali, infatti, ci sarebbero 160 lavoratori in scadenza di contratto con le agenzie di somministrazione, per i quali vige un accordo di prossimità, in attesa della selezione ad evidenza pubblica. “Molti di questi lavoratori operano da almeno 10 anni sempre come interinali nelle aziende sanitarie regionali, con funzioni di front office cup e anagrafe e nei servizi di supporto amministrativo”, spiegano i sindacati, che sottolineano l’importanza di tali servizi nell’ambito del sistema sanitario regionale e nei confronti dei cittadini che, sempre di più, vedono affievolirsi l’intervento pubblico in ambito sanitario.

Appello alla Regione “L’essenzialità dei servizi svolti, insieme alla condizione materiale e psicologica degli addetti precari di Umbria Salute – continuano i sindacati – indicano la necessità di richiedere un intervento della Regione, per affrontare il problema con soluzioni operative e organizzative in grado di tutelare un servizio di grande importanza per la sanità umbra”. “Infatti il tema del funzionamento delle prenotazioni, ovviamente accanto a servizi qualitativamente all’altezza dei bisogni delle persone, rappresenta il primo tassello di un ingranaggio essenziale per la presa in carico delle persone dal punto di vista sanitario”, concludono Filcams, Fisascat, Ultucs, Nidil, Felsa e Uiltemp.

 

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