Il rinvio dell’interrogatorio di Jacques Moretti è stato deciso sulla base di affermazioni formulate dal difensore e di certificati medici a dir poco laconici. Questa decisione ha sollevato un acceso dibattito nel Ticino, dove le autorità locali hanno espresso il loro disappunto.
Jacques Moretti, il cui interrogatorio era atteso per il 13 aprile 2026, è stato esonerato dal presentarsi davanti alla Procura vallesana. La motivazione del rifiuto è legata alla volontà delle autorità federali di non urtarsi contro realtà più grandi del Ticino.
Norman Gobbi, esponente del Consiglio di Stato ticinese, ha definito il rinvio come uno “schiaffo al canton Ticino, alla coesione nazionale e al principio di solidarietà”. Le sue parole riflettono il malcontento di molti politici locali, che vedono in questa decisione una mancanza di rispetto per il territorio.
In risposta a questa situazione, Greta Gysin ha esortato a non irritare la ministra KKS con paragoni impropri, mentre Fabio Regazzi ha invitato il governo ticinese a non irrigidirsi. Queste dichiarazioni evidenziano le tensioni politiche che il caso ha generato.
In un contesto più ampio, la commissione esecutiva dell’Internazionale operaia socialista ha tenuto una seduta per discutere le implicazioni di questo rinvio. La questione non riguarda solo Jacques Moretti, ma tocca temi più vasti legati alla giustizia e alla politica in Svizzera.
Dettagli rimangono non confermati, ma le reazioni continuano a emergere. Gli avvocati coinvolti nel caso hanno commentato che “tale rinvio è stato deciso esclusivamente sulla base di affermazioni formulate dal difensore e di certificati medici a dir poco laconici”.
Il dibattito su questo caso è destinato a proseguire, con molti che si chiedono quali saranno le prossime mosse delle autorità e come si evolverà la situazione. La tensione tra le autorità locali e federali potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro della giustizia nel Ticino.