Coronavirus, i vescovi umbri in preghiera per i defunti

Un gesto di vicinanza alle famiglie che hanno perso i propri cari

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coronavirus preghiera Umbria

PERUGIA – Nel pieno dell’emergenza coronavirus, quello di venerdì è un giorno segnato dalla preghiera, in Umbria come in tutta Italia. Oltre all’appuntamento con papa Francesco, che a partire dalle 18 presiederà una celebrazione straordinaria dal sagrato della basilica di San Pietro, oggi i vescovi umbri si sono recati in preghiera nei cimiteri delle rispettive diocesi. Da Perugia a Spoleto, fino a Terni e Città di Castello, anche i presuli della nostra regione hanno voluto suffragare così tutte le vittime del coronavirus, e soprattutto portare la vicinanza della Chiesa a quelle famiglie che hanno perso dei cari a causa della pandemia e non hanno potuto dar loro l’ultimo saluto.

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Perugia L’arcivescovo di Perugia, cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, e il sindaco Andrea Romizi si sono recati al cimitero monumentale del capoluogo umbro per un momento di preghiera in ricordo di tutte le vittime del coronavirus. Un gesto svoltosi in comunione spirituale con tutti i presuli d’Italia che è stato compiuto su indicazione della Cei. Il sindaco Romizi ha accolto il cardinale Bassetti davanti alla chiesa interna del cimitero testimoniando così – spiega il Comune – la vicinanza dell’intera città alle famiglie perugine ed umbre che hanno perso i propri cari a causa di questa pandemia. All’incontro hanno partecipato anche l’assessore Edi Cicchi e la dirigente Roberta Migliarini.

Terni Lo stesso gesto è stato ripetuto anche a Terni da monsignor Giuseppe Piemontese. Il vescovo Piemontese si è recato da solo al Cimitero civico di Terni per un momento di raccoglimento, preghiera e benedizione, intendendo così affidare al Padre tutti i defunti di questa pandemia, manifestare la vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore e ricordando in particolare nella preghiera i defunti del territorio della Diocesi, per i quali non è stato possibile celebrare il funerale. Il sindaco di Terni, Leonardo Latini, si è unito a questa preghiera a nome proprio e in rappresentanza di tutta la cittadinanza nel gesto di vicinanza a quanti sono nel dolore. Il Presule invita tutti i fedeli, in particolare coloro che hanno avuto dei lutti in famiglia in questi giorni e che non hanno potuto celebrare il funerale a causa delle restrizioni dettate dal Governo in materia di Coronavirus, a unirsi in preghiera nel ricordo dei loro cari defunti.

Spoleto Venerdì 27 marzo 2020 alle ore 15.00 l’arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza Episcopale Umbra mons. Renato Boccardo si è recato, da solo, in unione con tutti i Vescovi d’Italia, che hanno compiuto lo stesso gesto, al cimitero monumentale di Spoleto per pregare per i defunti a causa del Coronavirus, per tutte quelle persone che sono andate incontro alla morte senza la compagnia e la presenza dei familiari, senza il conforto dei sacramenti. «Noi sappiamo bene – ha affermato il Presule – che Dio va al di là dei sacramenti, raggiunge il cuore degli uomini e accoglie la loro verità e la loro dedizione e dona loro la salvezza. Però li vogliamo accompagnare con la nostra preghiera di suffragio». L’Arcivescovo affiderà alla bontà e alla misericordia del Signore tutti i defunti: quelli del Coronavirus, ma anche quelli che sono sepolti nei cimiteri della Diocesi di Spoleto-Norcia. Tornando dal cimitero di Spoleto, mons. Boccardo si è fermato presso la Basilica di S. Ponziano: al patrono della Città ha rivolto la preghiera di supplica affinché ci difenda dal male. «Noi veneriamo S. Ponziano – ha detto il Presule – come patrono dal terremoto e gli si attribuisce nella tradizione popolare quella promessa “Spoleto tremerà, ma non crollerà”. E allora chiederò a nome vostro a S. Ponziano di continuare a proteggere Spoleto e quando pensiamo Spoleto pensiamo a tutta la Diocesi».

Città di Castello Anche il vescovo di Città di Castello mons. Domenico Cancian, ha risposto all’invito della Conferenza episcopale italiana e si è recato al cimitero monumentale e ha impartito la benedizione su tutti i defunti. Con il tono rotto dall’emozione, il presule ha voluto testimoniare la vicinanza della Chiesa tifernate a tutti coloro che soffrono “in questi drammatici momenti”. “Per me (e penso anche per vescovi e preti che sono potuti andare al cimitero) – ha detto – è stata un’esperienza unica, molto commovente. Ho pregato, insieme al parroco della Cattedrale don Alberto Gildoni, in un cimitero senza nessuno, sentendo molto vicine innumerevoli persone che, nel mondo, in Italia e anche da noi, rinchiuse nelle loro case, stanno piangendo i loro defunti vittime della pandemia”.