Coronavirus, al via test rapidi in Umbria con il supporto del Comitato scientifico

Assessore regionale alla sanità Luca Coletto: "Dieci mila test immunologici e per la metà di aprile 15 mila kit per test molecolare rapido”

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Un laboratorio medico
Un laboratorio medico

PERUGIA – Lo avevano annunciato nel presentare il piano regionale per il contenimento dei contagi da coronavirus, e da lunedì sono arrivati in Umbria i nuovi test rapidi per individuare i soggetti positivi al Covid-19. All’uso dei tamponi si affiancherà un’azione strutturata in due fasi: la prima prevede il ricorso ad analisi sugli anticorpi; la seconda, successiva, un’integrazione di test molecolari. La nuova sperimentazione prevede anche la collaborazione con un Comitato tecnico-scientifico, deliberato dalla Giunta regionale.

Test rapidi Da lunedì 30 marzo, ha preso il via la strategia della Regione Umbria che prevede di contenere la diffusione dell’infezione da Covid-19 con l’utilizzo di test rapidi. L’assessore regionale alla salute, Luca Coletto, ha precisato che “al momento la Regione ha messo a disposizione 5000 test immunologici e nel giro di una settimana il numero dovrebbe arrivare a 10 mila, mentre per la metà di aprile dovrebbero arrivare 15 mila kit per effettuare il test molecolare rapido”. Da ora in avanti, quindi, saranno sottoposti al test tutte le persone che arrivano ai Pronto soccorso degli ospedali e tutti i ricoverati nelle aree grigie, ovvero quei soggetti per i quali non è stata ancora riscontrata la positività al Covid-19 attraverso il tampone. A questi si aggiungono gli abitanti di quelle zone dell’Umbria in cui è stata riscontrata una concentrazione di casi positivi.

Contenere l’epidemia In questa fase la rilevazione della positività al virus attraverso il test rapido andrà in parallelo con i tamponi classici, che però richiedono una metodica lunga e laboriosa. I test rapidi saranno estesi sul territorio cercando di contenere l’epidemia nei luoghi particolarmente sensibili, a partire dalle residenze per anziani e dalle comunità residenziali sanitarie, sociali e religiose in modo da intercettare rapidamente i casi asintomatici, che possono diffondere il virus, e contenere così efficacemente il contagio.

Test per gli esposti a contagio  La strategia regionale – che si svilupperà in un periodo che va dalle 4 alle 6 settimane – prevede un ampliamento del campo di indagine effettuando il test a tutti i soggetti comunque esposti a contagio che sono stati o possono essere stati a contatto con un caso confermato o probabile di COVID–19, ai dipendenti del sistema sanitario regionale che lavorano in strutture ospedaliere e a coloro che lavorano nelle strutture di Pronto Soccorso o di 118. Saranno effettuati i test anche nelle strutture territoriali, le strutture sanitarie e socio-sanitarie, ai medici, farmacisti, operatori sintomatici che operano nelle strutture socio-sanitarie e sociali, lavoratori sintomatici dei “Servizi Essenziali”, con priorità verso quelli con maggiore contatto con la popolazione generale: tra questi Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine, Agenti di polizia penitenziaria, volontari della Protezione civile, addetti alle casse dei centri commerciali.

Comitato di supporto tecnico-scientifico La sperimentazione dei nuovi test rapidi, prevede l’attiva e costante collaborazione con il Comitato Scientifico. Deliberato dalla Giunta Regionale, il Comitato nasce a seguito delle indicazioni ricevute dall’Università degli Studi di Perugia grazie alla collaborazione avviata con la firma del “Memorandum d’intesa per la salute – per una visione condivisa di salute e sanità del futuro”, siglato il 22 gennaio scorso dalla Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei e dal Rettore, Prof. Maurizio Oliviero. Il Comitato, composto da esperti, avrà il compito di fornire indicazioni e strategie a supporto delle azioni che verranno adottate dalla Giunta Regionale per il superamento dell’emergenza sanitaria, nonché di supervisionare eventuali sperimentazioni che saranno messe in campo dal sistema sanitario umbro. “Si tratta di un’azione oggi più che mai necessaria” dichiara il rettore Oliviero: “La nostra Università è costituita da straordinarie professionalità che stanno dando prova di generosa dedizione a tutela del benessere di tutti. I medici e il personale sanitario meritano un sentimento di vicinanza e gratitudine per il loro impegno in questi giorni difficili di cui dovremo ricordarci in futuro”. “Anche e soprattutto in questa fase emergenziale – afferma la presidente Tesei – si fa sempre più concreta la collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia. Stiamo attraversando una fase delicata dove è necessario che tutte le istituzioni mettano in campo le loro forze, conoscenze e professionalità, riuscendo a fare squadra, per creare un fronte in grado di superare gli ostacoli da affrontare”.

Membri del comitato Il Comitato è così composto: Dott.ssa Paola Casucci, Regione Umbria (Coordinatore); Prof.ssa Antonella Mencacci, Università degli Studi di Perugia – Direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia; Prof.ssa Daniela Francisci, Università degli Studi di Perugia – Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali; Prof. Edoardo De Robertis, Università degli Studi di Perugia – Direttore della Scuola di Specializzazione in Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva e del Dolore; Prof. Fabrizio Stracci, Università degli Studi di Perugia – Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva; Prof. Paolo Puccetti, Università degli Studi di Perugia – Direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Coordinatore scientifico della Sezione di Farmacologia; Prof.ssa Cecilia Becattini, Università degli Studi di Perugia – Ordinario di Medicina interna nel Dipartimento di Medicina. A questi si affiancheranno altri tre membri: uno nominato dall’Istituto Superiore di Sanità, uno dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica e uno dal Ministero della Salute.