Coronavirus, dalla Regione sostegno a scuole e imprese

La Giunta ha stanziato 224 mila euro per le scuole umbre e adottato l’accordo quadro per l’accesso alla Cig raggiunto insieme sindacati e datori di lavoro

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Con l'emergenza coronavirus, scuole chiuse ma parte la didattica online

PERUGIA – Per fronteggiare al meglio l’emergenza coronavirus, la Regione Umbria ha adottato una serie di misure a sostegno delle scuole umbre e delle imprese che hanno richiesto la cassa integrazione per covid-19.

Sostegno didattica a distanza La giunta dell’Umbria ha approvato una delibera regionale con la quale viene istituito uno stanziamento straordinario, di 224 mila euro, per le scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado. Il fondo servirà a sostenere le scuole umbre nella riorganizzazione e nella realizzazione della didattica a distanza durante l’emergenza coronavirus. Le risorse, che provengono dal bilancio regionale di previsione 2020-2021, serviranno per consentire agli studenti in difficoltà, nella connettività o nella dotazione di hardware, di accedere alla didattica on-line, in base alla situazione economica delle famiglie. “Si tratta – spiega l’assessore regionale al bilancio Paola Agabiti – di un primo intervento di natura emergenziale per fronteggiare le criticità di natura tecnica legate all’insegnamento a distanza”.

Cassa integrazione Sono molte le imprese che hanno dovuto sospendere la produzione e fare richiesta della cassa integrazione ordinaria covid-19 contenuta nel decreto cura italia. Per garantire una erogazione quanto più veloce possibile dell’ammortizzatore sociale, la Regione Umbria si è attivata per favorire un accordo tra le sigle sindacali e quelle datoriali. Mercoledì 25 marzo, la Giunta ha approvato una delibera per ridurre gli impatti sui datori di lavoro e i lavoratori derivanti dall’emergenza sanitaria. Preso atto dello stanziamento per la cassa integrazione in Umbria di 20 milioni di euro, la Giunta ha approvato l’accordo quadro per l’accesso alla cassa integrazione raggiunto insieme alle sigle sindacali e alle organizzazioni datoriali. Sarà Arpal, l’agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, a eseguire le istruttorie delle domande, ad emanare le autorizzazioni ed il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse.