Codice di giustizia contabile, seminario a Villa umbra con presidente Corte dei conti (FOTO)

La presidente Marini: "Il Codice ha il grande merito di aver riunito in un unico corpo una disciplina derivante da una frammentazione di norme risalenti nel tempo. Tra queste è rilevante l'introduzione dei principio del 'giusto processo' previsto dall'art. 111 della Costituzione"

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Villa umbra, seminario con la Corte dei conti

PERUGIA – Un seminario sul tema “Codice di giustizia contabile: analisi e osservazioni dopo due anni dall’entrata in vigore” si è svolta oggi a Villa umbra, organizzata dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica e dalla Corte dei Conti, alla presenza, fra gli altri, della presidente della regione, Catiuscia Marini, e del presidente nazionale della Corte dei conti, Angelo Buscema. “Il Codice – ha sottolineato la presidente, secondo quanto riferisce un comunicato della Regione – ha il grande merito di aver riunito in un unico corpo una disciplina derivante da una frammentazione di norme risalenti nel tempo. Tra queste è rilevante l’introduzione dei principio del ‘giusto processo’ previsto dall’art. 111 della Costituzione. Tuttavia, l’applicazione del Codice ha riscontrato criticità e penso all’occasione avuta di ridefinire ed ampliare la materia sottoposta alla giurisdizione contabile, e così superare le criticità che il primo periodo di rodaggio ha fatto affiorare. Il nuovo codice – ha proseguito la presidente Marini – ha introdotto delle novità che vanno nella direzione che vi sia certezza nella presentazione e nel deposito del conto. La regolarità dei conti giudiziali resi da tutti coloro che hanno maneggio di denaro o beni pubblici rappresenta un valore a tutela del cittadino contribuente sull’utilizzazione del denaro e dei beni della comunità”. “In questo quadro – ha osservato la presidente Marini – la collaborazione e le cooperazione tra gli attori della macchina amministrativa pubblica e quelli del controllo è fondamentale per giungere ad orientamento corretto e dunque ad un buon risultato nell’interesse dei cittadini”. “Non vi è infine dubbio – ha concluso la presidente – che la funzione di governo, quella di esercizio della giurisdizione e del controllo devono essere svolte con quella massima attenzione che il perseguimento degli interessi generali e del bene pubblico impone a chi è a ciò preposto”. Il convegno è stato aperto da Alberto Avoli, procuratore generale presso la Corte dei conti.

“Il Codice di giustizia contabile, legge attesa da cinquant’anni – ha affermato il procuratore Avoli – ha un impatto sulla qualità dell’ amministrazione pubblica perché va ad incidere direttamente sugli istituti della responsabilità dei funzionari. Si tratta di un codice importante che in questi primi due anni ha dato risultati positivi. Oggi si dibatte sui correttivi che dovranno essere apportati dal Parlamento per consentire al Codice di funzionare ancora meglio”. A portare i saluti istituzionali, fra gli altri, Alberto Naticchioni, amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica. Il convegno è stato coordinato scientificamente da Angelo Canale, presidente della terza sezione centrale d’Appello della Corte dei conti, al quale sono state anche affidate le conclusioni. “Un codice – ha sottolineato il presidente Canale – è un insieme coordinato e organico di regole che, nel nostro caso, deve disciplinare i processi davanti alla Corte dei conti. Un codice, naturalmente, non si collauda, me se ne deve comunque verificare, sulla base dell’ esperienza, l’effettiva praticabilità, individuando, se ve ne sono, quegli elementi di criticità di tale rilievo da determinare negli operatori, magistrati e avvocati, incertezze e dubbi interpretativi per i quali auspicare interventi correttivi. Il codice, infatti, non è un qualcosa di statico ed immutabile: deve avere naturalmente la capacità di adattarsi al caso concreto e di fornire, attraverso l’interpretazione, una coerente risposta a tutte quelle situazioni nelle quali normalmente si articola un processo, ma all’occorrenza, laddove la sola interpretazione non sia sufficiente a far chiarezza, può anche essere oggetto di interventi correttivi”. “Il nostro Codice di giustizia contabile, entrato in vigore il 7 ottobre 2016 – ha affermato Canale concludendo l’incontro – è ancora un ‘bambino’ , la cui crescita va seguita e all’occorrenza corretta. E’ una macchina uscita dalla fabbrica e messa subito su strada dunque è stato giusto farle il primo tagliando, in vista di eventuali, possibili interventi migliorativi. Questo è stato l’obiettivo del seminario, nel quale, con spirito costruttivo, si sono confrontati magistrati, docenti universitari e avvocati”.