Negli ultimi mesi, il mercato del cherosene in Europa ha affrontato una crisi senza precedenti. Prima di questo sviluppo, le compagnie aeree si aspettavano una fornitura stabile di carburante, essenziale per mantenere i loro voli operativi. Tuttavia, l’importazione di jet fuel è crollata a 420 mila barili al giorno, segnando un 40% in meno rispetto a poche settimane fa.
La situazione è diventata critica quando è stato annunciato che la volotea, compagnia low cost spagnola, ha deciso di ridurre la propria operatività con un taglio dell’1% dei voli. Questo è stato un chiaro segnale di come le difficoltà di approvvigionamento stessero influenzando le decisioni aziendali.
Un altro aspetto preoccupante è che circa il 50% del cherosene per aerei in Europa proviene dalle raffinerie nello Stretto di Hormuz. Con l’ultima nave cargo di cherosene prevista per il 9 aprile nel porto di Rotterdam, le prospettive di approvvigionamento si fanno sempre più incerte.
Le compagnie aeree come Ryanair e Lufthansa stanno già affrontando le conseguenze di questa crisi. Ryanair ha garantito l’84% del fabbisogno di carburante per il periodo gennaio-marzo 2026 a 77 dollari al barile, ma ciò non elimina il rischio di interruzioni. Lufthansa, d’altra parte, potrebbe dover mettere a terra tra i 20 e i 40 aerei, riducendo la capacità di posti a sedere dal 2,5% al 5%.
Il commissario europeo per l’energia ha suggerito di limitare l’uso dei trasporti per compensare la perdita di forniture essenziali di carburante per l’aviazione. Questo approccio potrebbe avere un impatto significativo sulle operazioni di volo e sulla mobilità in generale.
Michael O’Leary, CEO di Ryanair, ha dichiarato: “Se la guerra finisce e lo Stretto di Hormuz riapre entro la metà o la fine di aprile, allora non c’è alcun rischio per le forniture.” Tuttavia, ha anche avvertito che se la guerra dovesse continuare, ci sarebbe un rischio ragionevole che una percentuale delle forniture, forse tra il 10% e il 25%, possa essere a rischio nel periodo tra maggio e giugno.
Le proiezioni attuali indicano che, se la situazione non cambia, da fine aprile, inizio maggio, ci si potrebbe ritrovare con la metà del cherosene a disposizione in Europa. Dettagli rimangono non confermati.
Se continua così, avverte un esperto, “in estate saremo tutti nei guai. Le cancellazioni dei voli saranno l’unico modo per gestire la crisi.” La situazione attuale richiede quindi una risposta rapida e coordinata da parte delle autorità e delle compagnie aeree per garantire la continuità del servizio e la sicurezza dei passeggeri.