La Ceu si prepara alla giornata dedicata alla formazione Liturgica

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TERNI – La giornata di formazione Liturgica della Conferenza Episcopale Umbra dedicata alla proclamazione e ascolto delle Scritture. La preparazione al prossimo convegno ecclesiale regionale. “Lo spirito della liturgia, la Parola di Dio nella liturgia” è stato il tema della giornata regionale di formazione liturgica che si è tenuta domenica 25 novembre presso la Domus Pacis di  Santa Maria degli Angeli, promossa dalla commissione Regionale per la Liturgia della Conferenza Episcopale Umbra. La seconda tappa del percorso formativo  di tre anni  per gli animatori della liturgia, ha visto la presenza di circa 230 operatori pastorali, lettori, sacerdoti, diaconi provenienti dalle otto diocesi umbre che si sono confrontati sugli aspetti teologici e pastorali della proclamazione della Parola di Dio. Ad aprire i lavori è stato il vescovo Giuseppe Piemontese delegato Ceu  che ha ricordato la recente approvazione della modifica del messale romano. “Il convegno, oltre che come finalità formativa, si pone come preparazione comunitaria dei ministri della Parola della Regione ecclesiastica umbra al tempo di Avvento,  e avviare il cammino verso l’Assemblea ecclesiale delle Chiese Umbre, prevista per l’autunno 2019. I vescovi italiani da qualche giorno hanno approvato la traduzione della terza edizione del Messale Romano, dando avvio ad un nuovo periodo di riscoperta e approfondimento della Riforma liturgica, promossa dal Concilio Ecumenico Vaticano II, con la Sacrosantum Concilium. Il lavoro della Commissione liturgica regionale, che coordina gli uffici liturgici diocesani, intende alimentare e sostenere gli sforzi e le iniziative comuni per l’accoglienza del nuovo Messale romano e per il risveglio delle nostre comunità in una nuova primavera della spiritualità liturgica e dell’ars celebrandi”. Fra Goffredo Boselli monaco di Bose e liturgista, nella sua ampia e articolata relazione ha posto l’accento sui tre elementi di base della liturgia della Parola: la comunità dei credenti riunita in assemblea per ascoltare la Parola di Dio, il libro delle scritture, il lettore. “Dall’interazione di questi tre elementi la Parola si fa evento” ha detto Boselli. La liturgia della parola è come la mensa che il Signore imbandisce per alimentare la vita spirituale dei credenti, un dialogo tra Dio e il popolo riunito per la celebrazione. “Con il Concilio Vaticano II si ribadisce la centralità della lettura delle scritture nell’assemblea liturgica e per mezzo di essa l’assemblea in ascolto conferma la propria fede. Prima della scrittura viene l’assemblea dei credenti e poi e le scritture che contengono già la professione di fede del popolo”. Il libro delle scritture “viene consegnato dalla chiesa al lettore e posto davanti all’assemblea, che a sua volta sta davanti alla scrittura. Il popolo in ascolto diventa oggetto della Parola. Nei testi la comunità ritrova la propria identità di popolo di Dio. Non può esserci libro senza assemblea, a cui si aggiunge il valore dei gesti dell’intronizzazione, elevazione, gesti che nella liturgia hanno un significato particolare”. La mensa della parola è come la mensa eucaristica: entrambe nutrono il cristiano sia con la Parola di Dio che con il corpo di Cristo. I lettori infine sono elemento essenziale nella liturgia della parola, nella cura del tono di voce e nella proclamazione. “La Parola torna viva con la voce del lettore, fa vivere la parola per la comunità che ascolta, proclamare è rivolgere la parola di vita alla comunità, proprio perché nella litirgia Dio parla al suo popolo”. Nei workshop  dei 12 gruppi sono stati approfonditi alcuni temi della relazione in relazione all’omelia, agli altri sacramenti, ai ministeri legati alla Parola di Dio. La terza tappa del cammino formativo in programma il prossimo anno sarà dedicato alla ministeriali nella chiesa.
Elisabetta Lomoro
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