Ceramica, operai formano cooperativa e salvano l’azienda

La proprietà della "Ceramica Noi" voleva delocalizzare in Armenia. Domenica, gli 11 operai hanno aperto le porte della fabbrica alla città per festeggiare il successo

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CITTA’ DI CASTELLO – Hanno il logo dell’azienda rilevata e gestita con una loro cooperativa, da quando la precedente proprietà aveva ipotizzato la delocalizzazione in Armenia, gli 11 operai della “Ceramica Noi” di Città di Castello che domenica ha aperto le porte della fabbrica alla città per festeggiare il successo della fase di start-up e per ringraziare le “tante persone ed imprese” che hanno sostenuto il loro avvio.

L’operazione di salvataggio Con un investimento di 180 mila euro, gli operai hanno infatti acquistato i macchinari utilizzati dalla vecchia proprietà e affittato il capannone. “Tutti per uno, un sogno per tutti” lo slogan che si sono fatti tatuare. Il loro impegno li ha portati a riconquistare i vecchi clienti, per il 90 percento negli Stati Uniti, riuscendo a non fermare la produzione. Alla giornata di domenica ha partecipato anche il Comune di Città di Castello con l’assessore alle Politiche Sociali Luciana Bassini e in rappresentanza di Legacoop Andrea Bernardoni, responsabile dell’ufficio economico che ha seguito nella fase di start-up la cooperativa. “Non è stato facile – afferma Marco Brozzi, presidente di Ceramica Noi – ma è stato molto bello. Ci siamo impegnati tutti per far ripartire la fabbrica nel minor tempo possibile, senza interrompere la produzione. Abbiamo lavorato anche 14 ore al giorno ma ci siamo riusciti”.  CERAMI

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