Caritas Perugia e Terni, nell’emergenza Coronavirus potenziati i servizi

Proseguono le attività dei centri d'ascolto, delle mense ed empori nel rispetto delle misure sanitarie

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Coronavirus Caritas Perugia terni
L'interno dell'Emporio Caritas 'Tabgha'

PERUGIA – Nonostante l’emergenza Coronavirus, la Caritas della diocesi di Perugia-Città della Pieve continua nella sua opera segno mantenendo attivi i servizi nei confronti dei poveri. Anche a Terni la Caritas continua ad essere vicino ai più bisognosi.

Direttore Pecetti I servizi offerti dalla Caritas diocesana e da quelle parrocchiali nel tempo del coronavirus “non vengono meno, anzi, sempre nel rispetto dei provvedimenti governativi nazionali e locali adottati a seguito dell’emergenza sanitaria, saranno, nei limiti del possibile e secondo le necessità, anche potenziati”. Ad annunciarlo è il direttore della Caritas diocesana il diacono Giancarlo Pecetti. Proseguono quindi le attività dei Centri di ascolto diocesano e parrocchiali, dei quattro Empori della solidarietà (dove settimanalmente continueranno a recarsi più di 1.200 famiglie in difficoltà), del “Villaggio della Carità” che attualmente ospita 15 famiglie per un totale di 56 persone, delle diverse opere segno dove annualmente sono accolte dalle 150 alle 200 persone disagiate e della mensa Comune-Caritas “San Lorenzo” in pieno centro storico dove quotidianamente vengono forniti pasti caldi a 50 persone.

Caritas Terni Anche la Caritas Diocesana di Terni-Narni-Amelia e l’associazione di Volontariato San Martino, pur osservando scrupolosamente le misure sanitarie, continuano ad essere vicine ai poveri del territorio. “Le nostre opere segno – spiega il direttore della Caritas Ideale Piantoni – proseguono nell’operare accogliendo nella mensa San Valentino, nel Centro di Ascolto Diocesano (anche con il servizio psicologico), nell’Emporio Solidale, nel servizio docce per i senza dimora, nell’ascolto in carcere, nell’aiutare i bambini stranieri malati e a fornire indicazioni, amore e sostegno economico alle famiglie disagiate. Alla mensa “San Valentino”, aperta dalle 16 alle 19, sono stati predisposti turni di ingresso di massimo dieci persone, che siedono ciascuna ad un tavolo, mantenendo le distanze di sicurezza. Alla mensa vengono anche distribuiti cestini con un pasto, mentre i volontari si stanno organizzando per portare pasti e spesa a casa di anziani soli e in difficoltà. Sono disponibili anche medicinali. Nei centri di ascolto le persone vengono accolte una alla volta mantenendo la distanza di almeno un metro. All’emporio solidale accede una persona alla volta e su appuntamento, così come avviene per la distribuzione di vestiario.